Clamoroso al Cibbali! Nonostante i 4.000 mt D+ di ieri nelle gambe, che avrei scommesso mi avrebbero ridotto uno straccio che si trascinava a stento per i 3.800 D+ di oggi, oggi la gamba andava via bene, addirittura molto meglio di ieri e oggi la tappa l’ho fatta con la metà della fatica di ieri.

A voler cercare una motivo logico, forse l’aver trasgredito per ragioni familiari alla regola aurea di arrivare sul posto della GF almeno un giorno prima (e quindi aver passato il giovedì tra ufficio, pranzo di corsa, 4 ore di viaggio, ritiro pettorali al volo, montaggio bici e briefing, tutto di corsa) l’ho pagata cara. Senz’altro aver preso le misure agli altri partecipanti ed aver rinunciato a correr dietro agli altri sulla prima salita (il Valles, che è bello duro), che tanto quando si è in un centinaio te la fai comunque più o meno tutta da solo comunque, ha cambiato parecchio. Forse anche la prima tappa è servita a carburare (anche se 4.000 mt. D+ di solito dovrebbero massacrarti, più che risvegliare i muscoli). Molto probabilmente le mani di quella santa donna che si è presa cura dei miei muscoli dopo la tappa di ieri hanno fatto del loro. Forse anche il percorso diverso, con meno strappi e più salite regolari (per quanto dure, come il Valles, o infintite come il Rolle), ha aiutato.

Qualunque sia il motivo, è una meraviglia degli eventi a tappe, scopri sempre qualcosa di nuovo, anche che 4.000 mt di dislivello possono far bene alla salute!

Peccato solo che il clima oggi fosse mezzo nuvoloso e che la nuvoletta di Fantozzi si sia piazzata proprio sulle Pale di San Martino, trasformando la prima parte di quella che poteva essere una meravigliosa salita comoda al 5-6% fisso con una delle montagne più belle in faccia (praticamente come essere al cinema, salvo il fatto che sei seduto sul sellino della bici) in una salita qualunque; neanche la nuvoletta ci ha però rovinato il Valles e l’ultima parte del Rolle, sempre bello regolare nel bosco e con la chicca impagabile di un km di pura pianura vista montagne a 2.000 mt., quando mancavano solo 15 mt. per lo scollinamento.

 

Certo, se fossimo anche riusciti a vedere le Pale come nel relive sarebbe stato il massimo, ma anche così non ci possiamo lamentare più di tanto (dopotutto le previsioni davano pioggia sul Rolle).

E poi, questa volta le meraviglie non sono finite al GPM … che spettacolo la discesa del Rolle! Pendenze non eccessive, velocità sempre in controllo e curvoni da tirare senza rischiare l’osso del collo, son ritornato a divertirmi come un bambino in discesa e a fare classifiche decenti su Strava (merito anche dei Pirelli Pzero che sto testando?).

Insomma, doveva essere la giornata delle Pale di San Matino, è stata la giornata dei boschi, ma se sono come quelli sul Valles e sul Rolle (che poi è praticamente lo stesso bosco, sempre la Foresta di Paneveggio) va bene lo stesso; bella giornata anche oggi, con solo un tratto di discesa un po’ noiosa nel canale di Agordo (ma se è il prezzo da pagare per le Pale di San Martino ne vale la pena, nuvola bastarda a parte) terminata degnamente al momento delle premiazioni.

Tra quelle dei vincitori e i soliti (sempre identici) saluti istituzionali, è stato infatti premiato un meccanico del servizio assistenza che dopo questa Haute Route (e 38 Tour di quelli veri) andrà in pensione; bel gesto dell’organizzazione (fin qui impeccabile) ed ottima occasione per noi tutti di ricordare che le gran fondo non sarebbero possibili se non ci fosse il lavoro di tante persone che lavorano dietro le quinte e di tantissimi volontari (quelli ai rifornimenti, quelli che presidiano gli incroci, le scorte in moto, la mitica massaggiatrice etc.) … ancora un volta grazie a tutti loro.

Dimenticavo … 59mo posto di tappa (più o meno uguale a ieri, ma facendo un decimo della fatica, a dimostrazione del fatto che la due giorni mi ha fatto bene), che mi ha permesso di risalire al 57mo della generale. Ora non resta che l’ultima tappa, la cronoscalata all’Alpe di Pampeago. Vediamo se la odierò come è giusto che uno della mia stazza odi le salite di 8 km al 10% o se l’Haute Route farà un altro miracolo.

 

Quì il link a Strava.

Per questa Gran fondo ho usato: bici Hersh Speedrace, montata con Campagnolo Record, ruote Campagnolo Bora One 35, copertoncini Pirelli Pzero e pedali/powermeter Assioma di Favero Electronics. Abbigliamento BKLK by Dotout (in vendita qui), calze The Wonderful Socks, casco POC.

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota. Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

2 Comments

  1. […] Farci la cronoscalata finale dell’Haute Route potrebbe essere la ciliegina sulla torta di una tre giorni già epica o uno scherzo crudele degli organizzatori (non bastavano le fatiche del Sella e del Rolle?). […]

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  2. […] voglia di fare una corsetta (effetto anche dei gel eccitanti, forse) … vedremo domani sul Rolle (altra razione da 4.000 D+) quanto aiuteranno il recupero, ma senz’altro la sensazione […]

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