Regola numero uno (non solo per un blogger): parla quando le cose le sai, se non le sai stai zitto ed evita di fare la figura del cretino. Noi mi sa che questa regola l’abbiamo già violata più volte, ma di certo non la violerò nuovamente scrivendo una recensione della prima gravel su cui sono mai salito.

Mi astengo quindi da ogni commento tecnico sulla Titici Flexy Gravel, anche se con molta amarezza.

Si, perché appena salito sulla bici mi sono accorto di essere seduto su qualcosa di notevole. Se poi la prima uscita è la mattina di Natale, con la sola pretesa di smaltire un po’ del cenone della vigilia e dell’assaggino del Lagavulin 16 years – sempre sia lodato! – trovato la mattina sotto l’albero, e ciò nonostante tra un ruttino e l’altro tirassi giù un paio di PR, la sensazione non è forse solo una sensazione. La sensazione, per dirla tutta, è che quando spingi – soprattutto in salita, soprattutto in piedi sui pedali – il telaio parta come una fionda, ma vada a incartarsi nella scarsa scorrevolezza delle gomme da fuoristrada (niente da dire sulle Vittoria Terreno Wet, sono ottime nel fango “più ostile” – parole di  Vittoria -, mi hanno tirato fuori dai guadi senza alcun problema e sul lago ghiacciato mi hanno fatto sentire più stabile in bici che a piedi, ma inevitabilmente il tassello lo paghi sull’asfalto).

Non avendo termini di paragone con altre gravel, non saprei cosa è normale aspettarsi da una bici simile; certo è che – da stradista – dopo la prima pedalata in piedi sui pedali  mi è rimasto in testa un chiodo fisso: chissà come va questa (e ancor più la Flexy Road, il telaio da strada della Titici) con la mia solita accoppiata Campagnolo Bora One 35 + Vittoria Corsa Graphene!

Idem per la Plate Absorber Technology (PAT) brevetto della Titici che, in parole poverissime, vuol dire che i fogli di carbonio utilizzati per la realizzazione del tubo orizzontale nell’avvicinarsi a quello verticale si assottigliano sempre più fino a diventare un’unica lama di carbonio, piena all’interno (salvo due fori per il passaggio dei cavi), che permette di assorbire molto di più (fino al 18 % in più secondo test di laboratorio) le vibrazioni verticali trasmesse dal terreno, senza perdere in rigidità e reattività (come sempre chi non si accontentasse delle mie semplificazioni da bigino può trovare spiegazioni più approfondite e attendibili sul sito della Titici).

Sul fatto che non perda in reattività, garantisco io.

Sull’assorbimento delle vibrazioni, non avendo termini di paragone, mi fido (ovviamente diffidando come sempre, per principio) dei test di laboratorio. Certo è che, pur senza lesinare passaggi su sentieri sconnessi ed aver fatto ogni genere di minchiata che non mi sognerei mai di fare con la mia bici, sono arrivato a casa con la schiena bella fresca; non avendo esperienza di gravel io non do giudizi, ma arrivare alla fine di un giro su fondo anche parecchio sconnesso nelle stesse condizioni in cui di solito torno dopo avendolo fatto con una mtb ammortizzata mi sembra un ottimo indizio.

Stupori da neofita a parte, l’unica cosa che posso dire con un minimo di cognizione di questa Titici Flexy Gravel senza timore di passare per cretino è che su strada vai un po’ meno che su una bici da corsa e molto meglio che con una mtb (ovvio!), sugli sterrati facili e sugli strappetti tipo ciclocross ti diverti di brutto, sugli sterrati più sconnessi e sulle discese in single track te la cavi, ovviamente senza essere stabile e comodo come su una mtb; in poche parole, è la via di mezzo tra road ed mtb, che sugli sterrati più veloci o su giri off road con lunghi trasferimenti su asfalto potrebbe essere la bici perfetta. E non escludo che con gomme stradali e con la doppia corona anteriore possa anche essere un’ottima bici da strada, probabilmente molto più comoda e veloce di molte delle endurance di cui oggi si parla tanto.

Altra cosa che posso dire anche senza essere un esperto di gravel è che il telaio, con il tubo orizzontale schiacciato, è meraviglioso (idem per la Titici Flexy Mtb di cui vi parleremo più avanti).

Certo è che per quanto bella e divertente sia la Titici Flexy Gravel, il piacere fine a se stesso di godermela è niente in confronto all’acquolina per la Flexy Road che mi ha lasciato in bocca; che chi si sta divertendo con la Road che mi era stata promessa in prova legga questo post e si senta in colpa quanto basta per restituirla al più presto.

Dimenticavo … telaio 100% fatto a mano in Italia; per me è un notevole valore aggiunto.

Chi non si fidasse di noi o volesse vedere altre minchiate, può trovare una conferma delle nostre impressioni su GCN.

Durata test: 200 km (metà su asfalto, metà su sterrati e single track).

Prezzo di listino (solo telaio): € 3.490

Per questo test, che in realtà non è un test, abbiamo usato:

Bici Titici flexy Gravel, montata con SRAM Force monocorona, cerchi Vitttoria Elusion e gomme Vittoria Terreno Wet; peso complessivo (con pedali etc): 9 kg.

Abbigliamento Dot Out; casco Dot Out o Catlike, occhiali Dot Out o Oakley.

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota. Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

3 Comments

  1. […] dalle multinazionali, schifando un pò il vecchio artigiano. Simone invece, che ha scritto una recensione sulla stessa bici, è forzatamente “indie”, il che lo porta ad avere un garage pieno di bici di cui si pente, […]

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  2. […] Plate Absorber Technology (PAT), un brevetto Titici di cui abbiamo già parlato a proposito della Flexy Gravel, che riduce le vibrazioni senza che il telaio perda in reattività. Continuando con la fiera delle […]

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  3. […] multinazionali, schifando un pò il vecchio artigiano. Simone invece, che ha scritto una recensione sulla stessa bici, è forzatamente “indie”, il che lo porta ad avere un garage pieno di bici di cui […]

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