Non giudicare il telaio in titanio dal peso, mi hanno detto in tanti; ottima raccomandazione, perchè se avessi dovuto giudicare questa T Red Aracnide Titanium Disc dal peso (8.3 kg, montata con Ultegra Di2 disc e cerchi 3T Discus C60 Team) non l’avrei neppure portata a casa per cominciare il test. Non fare paragoni con il carbonio, mi hanno anche detto, il titanio è diverso, sono proprio le sensazioni ad essere completamente diverse.

La prima sensazione diversa, per la verità, è proprio di avere tra le gambe un chilo e mezzo più del solito (e non è una raffinata metafora da film porno); la seconda è di essere seduti su qualcosa di veramente corposo e granitico, qualcosa che non fa una piega neppure se lo prendi a martellate, figuriamoci se batte ciglio sotto i miseri 400 watt che gli scarico io sui pedali quando sono a tutta … li è il telaio e li rimane senza incertezze qualunque cosa ci faccia sopra, gran bella sensazione in effetti.

Ottimo quindi il primo consiglio, un po’ meno il secondo … va bene guardare le sensazioni, ma un’occhiata al computerino a volte può aprire la mente, ad esempio se ti dice dirti che ti stai trascinando verso l’appuntamento al bar a 35 km/h senza neanche accorgertene; e se il buongiorno si vede dal mattino, arrivare per primo al bar e riuscire a mettere le mani sulla Gazza del giorno, non è l’unica soddisfazione che questa bici ti può dare in un’uscita domenicale o in una gran fondo.

Se poi metti insieme le sensazioni e il computerino, ti rendi conto di essere seduto su un treno inchiodato al suo binario che viaggia bello solido e spedito …. praticamente come essere su un pendolino, non molto reattivo nei cambi di ritmo, ma eccezionale sul passo (merito anche delle ruote con profilo 60 mm).

Quando inizia la salita, il peso inizia purtroppo a farsi sentire (e non potrebbe essere diversamente) e si paga qualcosina rispetto ai migliori telai in carbonio; in compenso, grazie anche ai freni a disco e ai Vittoria Rubino con la discesa va a nozze, sempre bella  stabile e incollata all’asfalto anche su asfalti sconnessi e umidi.

Poi ci sono i colori e la geometria del telaio: non il classico argento metallizzato totale, ma degli inserti rossi; non il classico telaio, ma un carro posteriore compatto, molto più aggressivo dei “normali” telai in titanio (che significa maggiore reattività, pur senza arrivare ai livelli di un buon carbonio, ma anche perdere parte della naturale comodità del titanio), e un tubo orizzontale con una leggera inclinazione positiva (che non so cosa comporti, ma che se viene utilizzato solo sulle bici da pista o da crono qualcosa vorrà pur dire) …  non un tributo al classico, come ci si aspetta dai telai in titanio, ma un misto di classicismo e modernità sotto tutti gli aspetti.

Insomma, questa è una signora bici, non certo un oggetto vintage da dandy come (lo confesso) pensavo fossero ormai oggi i telai in titanio; anche per una questione di prezzo (nella versione provata, siamo oltre € 9.000), io continuo a preferire il carbonio, che trovo più scattante e divertente, ma di certo è una gran bici.

Chi come San Tommaso non si fidasse se non tocca di persona, chi pensasse che giornalisti e blogger son tutti marchettari o chi si fosse ormai convinto che non ne capiamo una beata fava di bici e di telai, può provare personalmente la T Red Aracnide Disc a Cantù da Dual Bike (www.dualbike.eu) e togliersi ogni dubbio (o sfizio), sempre con l’avvertimento che provare bici di un certo livello ha parecchie controindicazioni … lettore avvisato, mezzo salvato!

Durata del test: 100 km

Per questo test abbiamo usato: bici T Red Aracnide Titanium Disc, montata con Ultegra Di2 disc, cerchi 3T Discus C60 Team e copertoncini Vittoria Rubino.

Prezzo al pubblico della bici nella versione provata: oltre € 9.000,00.=.

Abbigliamento, casco e occhiali Dot Out (salvo la bandana personalizzata BKLK).

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota (salvo che si tratti di girare a 40 km/h sul circuito di Monza). Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

One Comment

  1. DEMETRIO merlo 19 Novembre 2020 at 21:16

    HO PROVATO QUELLABICI E SONO RIMASTO STUPITO. L HO PROVATA POCHI GIORNI DOPO AVER PROVATO TRE BICI IN CARBONIO DI ALTO LIVELLO. PEDALO DA QUANDO AVEVO TRE ANI E NE HO 64. PUR NON AVENDO FATTO CONFRONTI CRONOMETRATI SULLO STESSO PERCORSO A SENSAZONE L HO TROVATA ECCELLENTE IN PIANO ED IN DISCESA MA IN SALITA NON L HO TROVATA MOLTO MENO PERFORMANTE DI CANNONDALE SUPERSIX HI MOD O BMC..PE CITARE DUE BICI AL TOP…MA LE SENSAZIONI DI GUIDA , STABILITA E SICUREZZA SONO FANTASTICHE. PER DIRLA IN MODO CHIARO GODI MENTRE PEDALI…E QUESTA SENSAZIONE NON TE LA DA NESSUNA BICI
    CIAO

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