Se siete stati in quella valle Svizzera balzata alle cronache perché paragonata alle Maldive a un’ora da Milano, non potete non aver notato i cartelli che con la tipica scrupolosità svizzera segnalano il pericolo che l’acqua improvvisamente salga di livello per l’ondata di piena e porti via tutto. Mi sarei aspettato una comunicazione dalle istituzioni della Val Verzasca che facesse pressappoco così: “attenzione all’acqua che improvvisamente potrebbe travolgervi con un impeto straordinario: pare bella ma è dangerosa” e invece hanno centrato problema e (incredibilmente) comunicazione: “so nice so dangerous”.

Un claim che mi è rimbalzato in testa per anni e che ho sciorinato ogni qualvolta mi sono trovato di fronte alla stessa sensazione di bellezza e contemporaneamente di pericolo: un bordo con 15 nodi di bolina, una vista ravvicinata su un ghiacciaio o la bellezza di turno che ti guarda ammaliante (quest’ultima ovviamente più un auspicio che altro…). Ecco questo è stato il pensiero che mi è passato per la testa nel momento in cui pestavo (o facevo del mio meglio per farlo) sui pedali della Canyon Inflite CF SLX 9.0.

 

Chiarisco subito. Non avevo mai provato una bicicletta da ciclocross, al massimo sono arrivato a provare qualche bici endurance/gravel, inclusa la Endurace sempre di Canyon. Per cui mi aspettavo una bici pesante, granitica e in grado di non farmi affondare nel fango, che mi limitasse nello spingere i rapporti in strada, quando le gomme larghe e il peso mi avrebbero ancorato piuttosto che aiutato. Non avevo mai provato nemmeno un gruppo senza la seconda corona, perché il modello in prova monta il cambio SRAM FORCE CX1 a 11 velocità, con una cassetta con pignoni da 11 a 36 e con una singola corona davanti del 44.

La Inflite ha un colore giallo acceso che non passa inosservato e una forma del sottosella e del tubo orizzontale molto particolare che permette di mettere in spalla la bicicletta più facilmente nel corso di gare e performance agonistiche,  contemporaneamente consente di irrigidire il carro posteriore accorciando gli steli. Dettaglio non da poco quando si passa su percorsi particolarmente irregolari. Avevo le mie perplessità circa l’estetica di questo particolare; perplessità che ho subito abbandonato quando Gio ha finito di montarmela durante le riprese del video in time-lapse che abbiamo girato. Sorprendente. La bici, grazie forse al gioco di colori, ha un aspetto equilibrato e piacevole. Per chi avesse comprensibili dubbi, perché anch’io li avevo, vi assicuro che dal vivo è molto più bella di quanto già non appaia in foto.

In sella non dà affatto la sensazione di pesantezza che mi aspettavo, anzi. Grazie ai cerchi in carbonio, che non avevo montati sulla Endurace, ho trovato una bici molto più scattante e altrettanto rigida, in grado di trasferire la forza della pedalata alle ruote e in particolare agli pneumatici da 33mm che presentano una tassellatura in grado di fare presa sulle strade sterrate e anche su fango non troppo profondo. Le abbiamo gonfiate a 4 atmostere e sono andate alla grande ammortizzando i buchi e i sassi sia sull’asfalto sia in fuori strada.

Entrando sul primo sterrato ho apprezzato in pieno il senso di questa bicicletta: la possibilità di spingere facilmente e raggiungere velocità che una mountain bike ti consente solo con uno sforzo da cuore in gola. Ed è qui che sono nati i miei timori, perché la Inflite ti porta a pensare di avere tra le gambe una bici in grado di farti superare i tratti sconnessi come una MTB. Ma non è così, non è il motivo di essere della Inflite, ma la sua indole e la sua flessibilità spesso me lo hanno fatto dimenticare.

L’habitat perfetto per questo tipo di bici è lo sterrato compatto anche sconnesso, senza però pensare di superare sentieri particolarmente sconnessi dove la mancanza dell’ammortizzatore anteriore si farebbe sentire con forti colpi alle braccia, come è giusto che sia. Anche la presa sui freni nelle condizioni estreme in discese impegnative su strade impervie, diventa un problema. Non è così quando invece si inizia a spingere e a divertirsi in sentieri single track con un fondo compatto e privo di radici o sassi di grosse dimensioni: una goduria.

L’abbiamo provata anche sulla neve ghiacciata dei sentieri delle baite sopra Brunate a Como. Uno spasso. Totale sicurezza e piacere anche nella pedalata in salita. I rapporti che si spingono mi hanno fatto riflettere sull’utilità di avere una doppia corona e il deragliatore sulle bici da strada: la tendenza è quella che le perderemo a vantaggio di una maggiore leggerezza e affidabilità. Non ho più dubbi.

In discesa e sullo sconnesso in generale ho pensato che mi giocherei volentieri una minore velocità in pianura per questioni di rotolamento del pneumatico, forse la mia schiena ne sarebbe felice. I dischi assicurano una frenata decisa e sicura come ormai mi aspetto. In questo caso ho apprezzato l’assenza di qualsiasi tipo di rumore anche sotto sforzo intenso. I freni sono Sram ovviamente.

Per non pensare di dedicarla alle sole gare di ciclocross, sarebbe decisamente uno spreco, me la immagino attorno alle strade di Bormio, dove scalare qualche passo per poi entrare su uno sterrato, per non farsi mancare nulla. Salire per esempio alle Torri di Fraele per poi continuare il giro attorno ai laghi di Cancano: meraviglia. Sono consapevole che sia una bicicletta pensata per altro, per quelle gare che finora ho guardato con occhio perplesso su Bike Channel, però mi sembra quasi uno spreco considerando la sua polivalenza.

Decisamente bella la Inflite, bella e pericolosa.

Durata del test: 35Km in strada + 35Km in fuori strada + 1Km in funicolare

Bicicletta in test: Canyon Inflite CF SLX 9.0 – per i dettagli della componentistica consultare il sito Canyon

Prezzo al pubblico: €3.999 (4k insomma)

Abbigliamento Dotout personalizzato BKLK, casco e occhiali Dotout.

Attrezzatura per foto e video: Sony RX100 Mark 4 – GoPro HERO6

 

Posted by Max

Ciclista da quando è nato. Ha provato la sua prima bici da corsa nel 2015 perché si erano esauriti gli sport da lui praticabili e ne è rimasto folgorato: "posso tornare a fare sport senza soffrire di tendinopatia!", per poi tornare a soffrire sulle salite attorno al lago di Como. Lavora in aziende digitali da vent'anni e pratica anche la vela (senza soffrire). Ha una Wilier GTR 2015 e una Specialized Rockhopper Pro. Scrivigli a max@bklk.it

10 Comments

  1. Grazie del post. In effetti ci stavo pensando anch’io all inflite magari quella senza ruote in carbono per limiti di budget.
    Sono in dubbio per il mono…ma gli amici che già la usano nelle ns uscite gravel cross sono contenti.
    La mia idea e domanda era questa… visto che per mancanza di tempo (beati i pensionati) le uscite sono di 2 ore infrasettimanali e più lunga al sabato o alla domenica (un gg in famiglia ci vuole….) che anche una bici racing da ciclocross possa andare bene e forse sia più divertente rispetto ad un modello gravel specifico ma più…tranquillone e pesante!
    grazie Andrea

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    1. Ciao Andrea – dipende molto da come intendi vivere le tue uscite. Una gravel come la Canyon Endurace l’ho trovata meno rigida e meno racing della Inflite, per cui risulta più comoda ma meno scattante e reattiva. Se come mi scrivi, usi la bici in qualche granfondo o nei giri lunghi domenicali, forse la Endurace ti si addice di più considerando anche l’assenza delle ruote in carbonio, che comunque rendono la Inflite meno impegnativa a livello di vibrazioni.

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  2. Ciao Max! Intanto complimenti per la recensione.
    Son un felice possessore dell’Ultimate CF SLX Disc, talmente entusiasta della qualità di questa bici che sto valutando l’acquisto dell’Inflite (medesimo carbonio) da usare prevalentemente su sentieri e strade bianche durante la bella stagione e come muletto su asfalto durante il periodo invernale. L’hai definita polivalente, come si è comportata su questa superficie?
    Ho letto sul sito un bell’articolo sulla Strade Bianche, come valuteresti la partecipazione a suddetta gara con la Ciclocross di casa Canyon?
    Buone pedalate,
    Francesco

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    1. Ciao Francesco. Mi fa piacere che la bici ti sia piaciuta. Ho solo bei ricordi del mezzo…
      Anche la Inflite mi ha impressionato positivamente, entrambe le bici le trovo perfette per i sentieri in terra battuta. La vera differenza sono le geometrie: più aggressive quella della Inflite. Ho visto che la Inflite è in offerta in questo periodo, anch’io ci ho fatto un pensierino…
      Buone pedalate anche a te.
      Max

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  3. Si, infatti già il prezzo era stacompetitivo..con lo sconto ancor di più!
    Quella che sarei più orientato ad acquistare è il modello con l’Ultegra. So di andare un po’ controcorrente, ma mi piace la scala di rapporti col 46/36 ant (la catena rimane comunque abbastanza corta riducendo rischio cadute), non faccio gare di ciclocross e per un eventuale uso occasionale su asfalto e/o viaggio vacanza mi sembra più completo!
    Grazie per la risposta!
    Buona giornata 🤗🤗

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  4. Ciao, volevo chiederti se utilizzando la bici per fare giri lunghi, tipo 150/200 km con dislivello sopra i 2000 mt, è adatta o se le geometrie che ha non ti consentono tali giri, premetto che l’andatura non è da agonista 😉

    Grazie Massimiliano

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    1. Se non sei un agonista e vuoi fare giri lunghi su gravel non troppo aggressivo, ti consiglierei la Endurace, con cui tra l’altro ho concluso una Strade Bianche da leggenda… Se invece punti a qualcosa di più vicino alla MTB allora la Inflite è sicuramente la scelta più adatta. Se non punti al ciclocross anche la nuova Grail potrebbe essere la bici che cerchi. Grail che purtroppo non abbiamo ancora provato.

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      1. Grazie per la risposta, io sto cercando una bici che mi permetta di usare si copertoni per fare strade bianche ma che sia adatta a lunghe percorrenze ma allo stesso tempo scattante, chissà se una bici del genere c’è 😉

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  5. […] si provano con una bici ammortizzata, ma al contempo non sono nemmeno quelle che ho provato con la Inflite andando in fuori strada. Una bici (la Inflite) che ha un manubrio tradizionale per intenderci, ma […]

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