Sgomberiamo subito il campo da ogni possibile equivoco: il nome Addict RC, quello che compare sul telaio, non è il nome di una bici, ma della linea lightweight della Scott, che comprende la Addcit RC Pro, che è il modello di punta, venduto sul web a 9.000 euro con il Durace Di2 ed effettivamente lightweight (6.3 kg, dato ufficiale da sito web, più pedali), la Addict RC 10, il modello intermedio (4.700 euro con il Durace meccanico), e la Addict RC 20, quella che abbiamo provato noi (anche se montata con le Fulcrum Zero – che hanno il “vizio” di trasformare in oro tutto quello che toccano e potrebbero aver influenzato anche il giudizio sul telaio – invece che con le ruote Syncros da catalogo Scott), con spirito più endurance.
Le geometrie sono le stesse, cambia qualche piccolo particolare e la fibra di carbonio utilizzata e quindi, in definitiva, il telaio.

Insomma, anche se sul piantone ha lo stesso nome della bici che hanno usato Yates e Chavez al Giro d’Italia, questa è una bici completamente diversa come prezzo e come spirito, pensata più per chi vuol spendere poco e pedalare comodamente che per chi vuol limare il centesimo  a costo di tornare a casa con la schiena dolorante.

Questo spirito si vede subito, appena salti in sella.

Noi l’abbiamo provata sul quel meraviglioso luna park per ciclisti che è la Valtremola, 13 km di salita al 7% in pavé, dopo la solita sveglia alle 6.00, 2 ore di macchina per arrivare ad Airolo e la regolazione della sella nel parcheggio della funivia con il livello di precisione che si può pretendere in questi casi; insomma, non certo la situazione più comoda su una bici da corsa, eppure la Scott Addict RC 20 ha dato un’immediata sensazione comodità (a me e ai vari compagni di pedalata con cui ce la siamo scambiata) e mi ha riportato al parcheggio della funivia con la schiena e le braccia in perfetto stato, nonostante il pavé. Esame comfort quindi passato a pieni voti.

Il meglio, in ogni caso, come dovrebbe essere per una bici simile, l’ha dato in discesa: 75 km/h in scioltezza, senza la minima sensazione di disagio benchè ci fossimo conosciuti solo alla mattina. Anche qui, eccellente a dir poco.

Quando c’è da pedalare, la bici va; ovviamente quando spingi o quando scatti sui pedali non dà le stesse sensazioni entusiasmanti di una Dogma o di altre bici che costano più del doppio di questa (e ci mancherebbe altro, con quel che costano è anche il minimo che ti diano più di qualcosa in più), ma va comunque più che bene per un normale uso amatoriale.

In conclusione, è una bici esteticamente senza fronzoli, ma bella nella sua semplicità, non certamente il bolide da salita che uno si aspetterebbe vista la fama del “marchio” Addict, ma certamente una bici con cui si può tranquillamente fare qualsiasi granfondo con spirito amatoriale senza pagare più di qualche sfumatura rispetto a chi ha bici di alta gamma; com’è ovvio, non è paragonabile ai top di gamma (d’altra parte, se costano 3 volte tanto un motivo c’è), ma è una bici che ha tutto per un cicloamatore normale che punta a fare qualche granfondo senza uno spirito esasperatamente agonistico e, giustamente, nell’acquisto guarda anche al portafoglio. In poche parole, una bici che dà quello che è legittimo aspettarsi dal suo prezzo, senza fare brutte sorprese.

Unico consiglio per chi fosse interessato all’acquisto: occhio alle ruote, una Fulcrum Zero in più o in meno potrebbe fare una bella differenza per comodità, sicurezza in frenata e prestazioni.

 

Chi fosse interessato, può provare la bici da Cicli Ferca, che ringraziamo come sempre per la collaborazione.

Durata test: 50 km

Per questo test abbiamo usato: Bici Scott Addict RC 20, montata con gruppo Shimano Ultegra, ruote Fulcrum Zero, copertoncini Vittoria Corsa Graphene e pedali/powermeter Favero Electrics Assioma; peso bici nella versione provata, già pronta per uscire (cioè con pedali, supporti Wahoo e portaborraccia): circa 7.6 kg

Prezzo bici : € 3.000 nella versione standard, qualche centinaio di euro in più con le Fulcrum Racing Zero invece delle ruote standard.

Abbigliamento BKLK by Dotout (in vendita qui), calze The Wonderful Socks, casco Limar Lightweight, occhiali Oakley.

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota (salvo che si tratti di girare a 40 km/h sul circuito di Monza). Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

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