Nei 2 anni che scriviamo su questo blog abbiamo provato molte bici, quasi tutte ci sono piaciute, pochissime chi hanno deluso, alcune ci hanno entusiasmato.

Così, quando arriva il sospirato momento di comprarsi la propria bici, abbiamo talmente tanti input da rendere l’acquisto una tortura di dubbi, complicata dalla rigidità delle case che combinano i componenti senza elasticità di incrocio nei componenti.

“Mi piacerebbe, ma è allestita male”.

Le due bici che più mi avevano conquistato erano la Cannondale Supersix Evo, che provai con lo SRAM Etap, e la BMC Roadmachine in allestimento Ultyegra Di2 e ruote 3T.

I dubbi sulla prima erano dovuti sostanzialmente alla paura di un atteggiamento troppo corsaiolo rispetto alla mia poca elasticità vertebrale, e all’imbastardimento estetico nella versione Disc.
L’annuncio su Facebook di Run and bike degli ultimi 3 pezzi solo telaio scontati della RoadMachine mi tolgono gli ultimi dubbi, regalandomi anche la gioia di compormela a mio piacimento, senza dovermi accontentare del gruppo che accostano alle ruote ma del colore che non mi piace.

Pronti via, compro il telaio, a fine novembre. Sul gruppo non ho nessun dubbio, innamorato come sono di Campagnolo: le ruote non possono non essere le Bora e il gruppo è doverosamente Record Disc H11. Sfoglio la margherita EPS/non EPS, pensando che il ritorno delle leve del Campy meccanico è qualcosa che fa godere, così come la tradizione del rumore di quando “butti giù” i rapporti. Infatti decido di prendere l’elettronico, memore di come il passaggio cavi interno della RoadMachine renda la bici super pulita ed esteticamente irraggiungibile.

Arriviamo ai dettagli: per la sella non posso non montare una San Marco che ci regalarono all’Etape du Tour, nonostante sia allettato dalla Brooks C13 che provai sulla Supersix di cui sopra e che mi ricordo come superconfortevole.

Il manubrio è forse il componente che negli ultimi anni si è più evoluto sia dal punto di vista funzionale che estetico. Inutile dire che il design aero ci ha conquistato anche come ergonomia, avendolo testato sia nella presa della pedalata in salita che nei settori di pavè della Roubaix.

Optiamo per l’Aeronova 3T, bello da buttare via la testa e con forme talmente diverse da rivoluzionare la posizione in sella dando la possibilità di cambiare in più modi la presa. Chiudiamo il cerchio con le ormai insostituibili Vittoria Grafene Corsa, nella versione da 28 come si conviene per una bici da Endurance.

Mentre delle Vittoria Grafene abbiamo già ampiamente scritto, all’Aeronova e al gruppo Campy Disc Elettronico dedicheremo un articolo a parte (anticipo esaltazione incontrollata e scomposta), perché siamo qui a parlare della BMC RoadMachine.

“Com’è?” “Provala perchè altrimenti non te ne rendi conto”.

Questa è la risposta che dovrei dare al bar, se non fosse che sono geloso e non la faccio provare a nessuno.

Premetto: la definizione di Endurance è a mio parere impropria e forse addirittura ingannevole rispetto a tutte le altre provate, dove avevo sempre avuto la sensazione di pedalare in poltrona, con i pregi e difetti che ne derivavano. Questa è una bici rigida, rigidissima addirittura con dei cerchi senza compromessi come quelli che abbiamo scelto che abbinati al perno passante rendono questa bici una “legnata”.

Nel tempo intercorso tra l’ordine del gruppo ed il ritiro della bici avevo letto un test della bici del mio amico Alberto su 4granfondo che, tra mille complimenti, agonista com’è, aveva sottolineato come fosse comunque meno reattiva della sorella teammachine. La vera differenza che le geometrie più “rilassate” dei modelli da lunga distanza e quelli da pro ho sempre avuto modo di riscontrarli nella non immediatezza nel reagire allo scatto in piedi sui pedali quando si parte da basse velocità.

Pur con i copertoncini da 28 e la pressione abbassata a 6.5, questa bici non da mai la sensazione della poltrona, ma restituisce tutto quello che di buono e di brutto da la strada, velocissima sul passo e quando lanciata. E’ assolutamente una bici da sparo, tanto rigida, che concede quel minimo di confort in più rispetto a quelle dei prof grazie ad una posizione più comoda e meno impiccata. E’ la bici che aveva usato Daniel Oss per fare il giro dell’Italia da turista, e lui stesso se ne era dichiarato stupito. Non credo ci sia nessuno amatore che possa ambire a qualcosa di più performante, anzi: se devo trovargli un difetto, è all’incontrario che rimanga forse un filino troppo.

In poche parole, una bici della madonna per un amatore che alla mattina non faccia pilates, al pomeriggio stretching, e alla sera vada dal Fisio per rimettere a posto la schiena dopo un’uscita con il manubrio a filo della forcella segata.

Per chi è? Per chiunque abbia voglia di investire la cifra monstre che costa nell’allestimento top. La gamma però offre anche downgrade sia sul telaio che nei componenti fino ad arrivare a cifre alla portata di tutti.

Per chi non è? Per chi se non ha le geometrie di Quintana non va neanche a comprare i cannoncini in pasticceria.

Si, è la bici dei sogni, lo sfizio per quando te lo puoi permettere, la spider da granturismo.

NB: costo totale nel giocattolo, al prezzo di listino, attorno agli 11.000.
NNB: prima che mi entrino i ladri in casa e mi trovi la lettera dell’avvocato, a me è costata meno della metà…

Posted by Gio

Terzino sinistro per indole, ciclista per esigenze di salute, comincia a pedalare dopo aver sfondato la soglia dei 100 kg. Si appassiona alla bici e tenta di dimagrire per andare meno piano in salita. Ossessionato dalla tecnologia scopre Strava, dal quale sta tentando di disintossicarsi. Pedala sua una BMC RoadMachine con Campy Record EPS Disc e Bora.

8 Comments

  1. complimenti! una bici così a meno di 5500 euro…..ti invidio fratello!!!!!

    p.s sogno anch’io una disc magari tuttofare come la focus paralane ma montata Campagnolo. Solo che non vendono il telaio. Grrrr

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    1. Ciao Stefano,
      gran bici la Paralane, usata l’anno scorso per la Parigi Nizza, rapporto qualità prezzo vantaggiosissimo.

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  2. Francesco Canale 2 luglio 2018 at 22:00

    Ciao Gio! Complimenti per la bici, davvero bellissima. Una curiosità, come ti trovi con i freni a disco Campagnolo? Hai avuto modo di provare i DA Shimano? Hai notato differenze in meglio, in peggio..buone pedalate, Francesco

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    1. Ciao Francesco,
      freni Campagnolo il top: nelle poche esperienze con Shimano ho sempre avuto problemi di rumorosità che Campy non ha.

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  3. Ciao, bellissima bici, posso chiederti che taglia è e quanto sei alto ?
    Siccome mi piacerebbe farla uguale, volevo sapere se hai avuto problemi a far passare i connettori EPS nei fori del telaio.
    Grazie
    Saluti

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    1. Ciao, 54 per altezza 176 cm. Pippetta cortissima da 10, per me perfetta.

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    2. Fortunatamente non l’ho montata io…chi l’ha montata del passaggio cavi dell’EPS elettronico un po’ si è lamentato :-))))

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  4. […] la maggior parte sono ottime bici, eppure delle quattro che ci sono piaciute di più due (la BMC e la Dogma F10) sono marchi pro tour, due (la Basso Diamante e la Titici Flexy Road) no la […]

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