Ci siamo incontrati con Dave in un giro organizzato da BKLK. In un modo o nell’altro siamo stati in contatto e un giorno Dave ci ha detto che sarebbe partito per un viaggio in Sicilia, da solo. Questo il suo racconto.

Stavo per dire “no forse è meglio non partire” ma so che non sarebbe stata la scelta giusta, rinunciare non è mai la scelta giusta, i rimorsi ti rimangono addosso.

Quello che è successo il 22 Aprile a Filottrano ha segnato chiunque ami il ciclismo nel nostro paese, perché Michele Scarponi era sì un professionista ed un campione, ma era prima di tutto uno di noi, lo sentivamo più vicino a noi, “ciclisti per passione”, piuttosto che ad un irraggiungibile Campione.

Con il sostegno di mia moglie Elisabetta ho voluto realizzare questo sogno, UN TOUR IN SOLITARIA DELLA SICILIA ORIENTALE che avrebbe coperto una distanza di 500 km. C’è chi viaggia portando con sé tutto e anche di più, ma nella mia esperienza, solo dopo, mi sono reso conto di quanto peso inutile si rischia di portarsi dietro ed è per questo che ho voluto fare una forte scrematura prima di affrontare questo viaggio. L’abbigliamento tecnico e ciò che serve per manutenzione varia ed eventuale sono i due aspetti a cui bisogna dare la priorità. Il meteo promette bene per tutta la settimana, evito quindi di portare indumenti caldi e ingombranti, insomma peso inutile per situazioni meteorologiche a cui non andrò di certo incontro. Per le fresche temperature del mattino siciliano porto gambali, manicotti, un antivento per le discese lanciate tra terra e mare in cui mi sfogherò, un casco (che non deve mai mancare) ed uno short da enduro con un buon fondello. I borsoni che uso sono composti da 3 sacche posteriori nelle quali suddividerò il bagaglio non per tipologia ma per peso in modo da poter viaggiare sempre bilanciato.

Atterro finalmente a Palermo, Aeroporto FALCONE BORSELLINO, un aeroporto piccolo ma dal grande nome, e in un attimo scendo dal bus che mi lascia alla stazione centrale di questa stupenda città. Ora sono davvero solo, devo organizzare tutto, gestione dei contrattempi, trovare luoghi, posti e soluzioni per arrivare alla tappa successiva. Da oggi per una sola settimana la mia unica “preoccupazione” sarà pedalare, STUPENDO!

 

Non vedo l’ora di essere sulla SS113 che è la strada che mi accompagnerà da Bagheria fino a Messina dove poi si trasformerà in SS114 fino a Catania. Da li vedrò le Eolie e più in là finalmente la Calabria. Ho deciso di dormire rispettando il più possibile lo spirito di questo viaggio e per questo ho prenotato B&B e ostelli low cost ad ogni tappa (ho voluto evitare la tenda essendo solo). Speriamo che la bici (una ciclocross costruita su misura) non abbia preso botte durante il volo, la monto nella mia stanzetta nel centro di Palermo ed è tutto ok … o quasi, ma non posso preoccuparmene ora, il forcellino posteriore lo sistemerò non appena troverò un officina, mi accerto solo che l’essenziale funzioni.

La prima tappa PALERMO-CEFALU’ (84 km – 540 Mt di dislivello), se non fosse per il bagaglio e l’agitazione della mia “prima volta”, la considererei una passeggiata. La fase che preferisco di tutte queste giornate che mi aspettano è la preparazione la sera prima di una pedalata (come se fosse tutti i giorni Sabato sera). Mi sveglio e in un attimo sono pronto, una colazione abbondante ed eccomi immerso nel traffico siciliano. E’ eccitante pedalare in una città viva come Palermo, i siciliani sono più ligi al volante di molti altri connazionali.

Uscito dal capoluogo siciliano, dopo aver fatto un giro tra le strade di Bagheria, eccomi finalmente sulla Statale 113 dove le scogliere a picco si tuffano nel Tirreno mentre dietro di me si alzano le verdi colline che anche gli Irlandesi potrebbero invidiarci.

E’ stupendo, cosi come è stupenda la generosità dei siciliani. A chiunque chiedi un informazione su un luogo, poco ci manca che ti accompagnano di persona. Impossibile non fermarsi a fotografare questi paesaggi, anche se nessuna foto potrà mai rendere onore alla bellezza di questi luoghi. La tappa successiva mi porta a Cefalù dove tra pochi giorni passerà il 100esimo Giro d’Italia, un paese ai piedi di un promontorio roccioso che si distende su un mare di un blu che neanche il miglior pittore del mondo potrebbe mai ricreare.

Il caso vuole che oggi ci sia il festival dello street food Siciliano, è quindi mio dovere dover testare le prelibatezze del luogo! Facendo un giro tra le bancarelle trovo una specialità del nord della Sicilia (che conosco bene avendo origini siciliane). Sono le STIGGHIOLE , trattasi di involtini di interiora di agnello cotte alla brace, non per tutti gli stomaci ma vi assicuro: FANTASTICHE! Da provare almeno una volta.

La mattina successiva decido di non fare colazione nel mio alloggio ma di iniziare la giornata con un ottimo cannolo siciliano nella pasticceria centrale di Cefalù, ottima decisione visto che davanti a me ho 80 km fino a Capo d’Orlando. Il percorso fino a Capo D. e’ mozzafiato, infatti i ciclisti del posto che incontro (qui la comunità ciclistica è molto forte) mi raccomandano di godermi ogni singolo km e così faccio. Capo d’Orlando è stato il primo posto in cui ho fatto un punto della situazione, il posto in cui ho potuto rendermi conto che stavo riuscendo nel mio viaggio, che era appena iniziato, ma mi stava portando molto più lontano di dove realmente stessi andando.

Quella sera ricordo un tramonto mozzafiato nella spiaggia di Brolo. Messina l’avrei raggiunta il giorno successivo affrontando però 120 km con 1000 mt di dislivello. Partito per Messina, a metà del tragitto, ho scoperto un angolo di paradiso sul monte TINDARI dove in un piccolo bar ho mangiato un fantastico panino con ricotta cotta al forno, melanzane e porchetta di maialino bianco accompagnato da una BIRRA DELLO STRETTO DI MESSINA. Si tratta di una birra fatta rinascere con la volontà dei propri dipendenti dopo che la Heineken la comprò, spostando la produzione all’estero e per questo alcuni dei vecchi lavoratori dell’impianto decisero di riacquistare la produzione investendo la loro liquidazione. Questa è quella che chiamo la BELLA ITALIA!

Veder apparire la Calabria e sapere che da li in poi inizia tutto il resto del nostro paese sino alle Alpi è davvero emozionante… ti fa sentire “positivamente” estraniato, ti dà l’opportunità di capire quanto bella sia la nostra terra e di “giudicarla” da un punto di vista che non hai mai considerato, quasi come se stessi volando e vedessi tutto dall’alto.

Taormina e Giardini Naxos il giorno successivo mi hanno messo davanti ad una, seppur dura, consapevole realtà, quella di capire che non tutti i posti sono accessibili quando si viaggia con bici e borsoni. Taormina in particolare si è presa gioco di me (me la sono cercata), stupenda in tutta la sua bellezza ma che purtroppo ho potuto visitare poco essendo arroccata su vie che si inerpicano tra scalini e stradine n colorate.

Dovevo pensare ad arrivare e Giardini Naxos era la tappa della giornata, poco tempo da dedicare a Taormina e poi il fermento per l’arrivo del G7 ha catapultato il paese in un caos pazzesco. L’Etna mi aspettava, per tutta l’avventura l’ho considerato il mio drago a tre teste, la bestia da affrontare ma con lo svantaggio del peso che mi portavo dietro, mi sentivo un cavaliere con la spada incastrata nella fondina. Ho affrontato 2.125 mt di dislivello, (consideriamo che il rifugio Sapienza si trova a 2.300 mt ed è il punto più alto), sempre accompagnato dai miei fedelissimi borsoni.

Il Giro d’Italia sarebbe passato da quelle parti la settimana successiva nella tappa Cefalù-Etna. Mi sentivo un po’ come uno di quegli addetti ai lavori che fanno le ricognizioni prima del passaggio dei Campioni. Ho sofferto e ho sofferto tanto, la lenta e dura salita è iniziata 35 km prima, si perché sono partito dal mare …dal punto zero. La pendenza si è fatta sentire da Zafferana Etnea ma una volta arrivato li, davanti a me terra e mare, così tanta terra e cosi tanto mare da non capire dove inizia uno e finisce l’altra, ho capito quanto ne sia valsa la pena.

Ormai ero li, avevo davanti a me la scelta: continuare sino alla Colata lavica del 1992 (colata che avvenne in un attività vulcanica che durò dal 1991 al 1993) o scendere e dirigermi verso il mio B&B. Pochi dubbi si sale.

Per chi non è siciliano è difficile capire quanto sia vivibile il vulcano ed è parlando con Rosario, il proprietario dell’alloggio in cui pernotterò, che capisco che l’Etna è come un gigante che bisogna sì rispettare ma di cui non si deve aver paura. Sui suoi terrazzamenti possiamo trovare coltivazioni di pistacchio, fichi d’india, nocciole e tantissima altra frutta che vorremmo avere sulle nostre tavole.

Arrivato al B&B a Belpasso l’unica cosa che voglio è una doccia ed un letto dove possa lasciarmi avvolgere da un meritato riposo, qui ho passato una notte isolato da tutto e tutti, senza alcuna presenza di segnale telefonico o internet.

Acireale è a 50 km da Belpasso, di cui 30 tutti in discesa dove ho potuto sfogarmi e lanciarmi a tutta velocità. Ti rendi conto di quanto sei salito solo quando stai scendendo.

Da Acireale fino alla fine di questo viaggio assaporerò le città. Qui si respira cultura, il barocco si mischia al Saraceno, la città vive fino a notte fonda dove puoi trovare tutto ed il contrario di tutto. Catania è la città che più mi ha lasciato il segno. Il giorno dopo la raggiungo avendo la fortuna di arrivare costeggiando lo Ionio e sbucando sul lungo mare catanese, chiuso completamente al traffico. Per un attimo ho creduto di trovarmi a Venice Beach, in California… skate-park, musica, artisti di strada e tanto buon cibo. Ma la vera Catania è li vicino al porto, tra le strade vecchie dove i carciofi vengono cotti a bordo strada, dove i fruttivendoli dietro le loro bancarelle hanno anche il ruolo di “parcheggiatori” a cui i siciliani lasciano le chiavi della propria macchina in caso fosse da spostare…qui si respira vita! Catania è un insieme di tutto ciò che un viaggiatore può apprezzare: tradizione, spirito di adattamento, integrazione e generosità. Il castello Ursino, il Duomo, il porto, la Catania sotterranea… sono tutti luoghi che non si possono raccontare, bisogna viverli cosi come bisogna vivere tutta questa terra, la Sicilia.Qui ho trovato persone fantastiche pronte ad aiutarti, felici di mostrarti la loro bella isola, entusiaste nel raccontare il loro orgoglio per una terra che non ha nulla da invidiare a qualsiasi altro paese. Felice di aver fatto la mia prima esperienza da “cicloturista solitario” in questo luogo, torno a casa stanco nel fisico, ma ricco e disteso nell’animo. Il prossimo viaggio? Inizia da subito…ripercorrendo nella mia mente questi luoghi carichi di umanità e natura.

Posted by Davide

Innamorato della bici in tutte le sue forme, sportive cicloturistiche e nella vita di tutti i giorni. Nonostante abiti in zone dove la bici non sia di utilizzo quotidiano, causa salite, non perde occasione per salire in sella al suo “biciclo”. Viaggia costantemente con i sedili posteriori della sua auto abbassati per far spazio alla sua scatto fisso ed utilizzarla anche per piccole tratte come “parcheggio-posto di lavoro” (da qui si capiscono alcune tracce del suo Strava di 2 o 3 km). Ama recuperare vecchie bici da corsa e restaurarle ridonando loro la strada. Gli piacciono le GF ma fuori dalla mischia per pura sfida con se stesso. La cosa che più apprezza del ciclismo? Sapere di essere arrivato in luoghi e visto posti dove fino a qualche anno fa ci sarebbe arrivato solo in macchina. Il suo motto? NON SERVONO LE ALI… SPINGI FORTE SUI PEDALI

One Comment

  1. L’entusiasmo che ho avuto nel leggerlo è stupefacente….immagino te nell’ averlo vissuto. Grazie per avermi fatto sognare questa grandissima TERRA. La sicilia

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