“Sei stato tutta la mattina in bici, torni e rimani attaccato per due ore al telefono: con chi cazzo ti scrivi??”. Risulterebbe più comprensibile e più sensato rispondere che si stia chattando con l’amante ignorata durante la mattinata in bici che ammettere cosa si stia facendo veramente.

Ho cominciato ad andare in bici nel 2007, il primo iPhone non era ancora stato presentato, sul manubrio avevo un ciclocomputer Polar che nel non avere il filo basava il suo vantaggio tecnologico.

Quando tornavo dai miei primi giri scrivevo sul muro del garage, con pennarello rosso, i tempi delle salite iconiche che avevo percorso, che nel frattempo avevo cronometrato con la funzione LAP del suddetto.

Il post doccia del ciclista di oggi è invece una sequenza infinita di input.

Wahoo Elemnt, il GPS che ho sul manubrio, non appena entro in casa si collega tramite WiFi al proprio Cloud proprietario, e scarica tutti i dati, che automaticamente si sincronizzano con Strava.

 

 

 

 

 

 

I dati che l’app nativa mi fornisce sono vagamente gli stessi di Strava ma in più, da quando ho il gruppo Campagnolo EPS, ho le statistiche sui rapporti usati: nell’ultimo giro del lago, in 141 km ho cambiato 399 volte (29 davanti e 370 dietro), il rapporto più usato è stato il 50×15. L’heatmap della cadenza evidenzia una frequenza di pedalata media di 69 pedalate al minuto.

Da Strava, che con dei suoi parametri da un indice di sofferenza durante l’uscita, deduco che ho fatto fatica: suffer score estremo con un battito medio di 144 battiti. Analizzando i dati dei miei compagni di gita risulterà che ero quello con il battito più basso.

   

 

 

 

 

 

Strava non perde tempo e prende i dati ricevuti da Wahoo e li pubblica sul cloud di Apple per aggiornare l’app Attività, che dal mio Iphone va in mirroring sull’Apple Watch: oggi ho consumato il 500 e rotti percento di quanto dovrei per mantenere un buono stato di forma.

Wahoo nel frattempo legge che Health mate, un tempo app proprietaria di Withings, oggi Nokia, gli segnala che la bilancia ha riscontrato una leggera perdita di peso, per cui il calcolo delle calorie spese subirà una variazione sulla base del nuovo rapporto peso/potenza.

Schiaccio il tasto mode sul mio Campagnolo Record EPS per vedere lampeggiare la lucina verde sotto il manubrio che mi rassicura: la carica del gruppo è ancora sopra il 60%, ma solo collegandosi tramite l’app MyCampy scoprirò che è addirittura ancora al 93%, dopo circa 500 km pedalati sulla mia nuova RoadMachine.

Già che ho l’app aperta modifico il comportamento del mio gruppo. Ad oggi era impostato per cambiare molto velocemente, ma massimo 3 rapporti alla volta, il che significava non riuscire mai a cambiare 2 alla volta. Con i nuovi settaggi sarà lento, ma se terrò schiacciato potrò saltare di 10 rapporti alla volta, avendo la sensibilità di capire quando ne avrò cambiati solo 2.

Per riavere il Campy feeling, cambio anche la tipologia e lo imposto perchè sia più “secco” e meno morbido.

 

 

 

 

 

 

Mi suona Whatsapp:”Gran giro, ricordati di mandarmi le foto!”

Apro l’app e collego la Gopro, sulla quale avevo impostato la modalità 30 foto in 6 secondi per ogni singola pressione dello shutter. 

Vengono scaricate 1.500 (!!!) foto che in tempo reale l’iPhone pubblica sul Cloud di Apple, in modo che almeno la selezione la possa fare da iPad; le foto che cancellerò da li saranno cancellate anche dall’iPhone.

Ne scelgo 20 per la pagina Facebook del Blog, la più significativa per il profilo Instagram, 10 le mando via whatsapp ai compagni di pedalata creando una lista broadcast per evitare l’ennesimo gruppo.

 

 

 

 

 

 

Metto in carica iPhone, iPad, Apple Watch, Wahoo, Campy e Gopro e stappo una birra; inquadrando il QRCode sotto il tappo…

 

Posted by Gio

Terzino sinistro per indole, ciclista per esigenze di salute, comincia a pedalare dopo aver sfondato la soglia dei 100 kg. Si appassiona alla bici e tenta di dimagrire per andare meno piano in salita. Ossessionato dalla tecnologia scopre Strava, dal quale sta tentando di disintossicarsi. Pedala sua una BMC RoadMachine con Campy Record EPS Disc e Bora.

3 Comments

  1. Bellissimo tutto vero, che ridere. In fondo tralascaindo l’aspetto serie e sportivo, per noi maschietti è il nostro gioco da condividere con gli amici.

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  2. Gio ,noto con rammarico che il tuo percorso di “disintossicazione dalla tecnologia” non
    sta dando i frutti sperati , anzi ….

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    1. Siamo in un valle di lacrime…

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