“Una volta mi sono iscritto a una gran fondo. Son partito bello tranquillo al mio passo e tutti mi superavano a destra, a sinistra e saltando su e giù dal marciapiede, alcuni urlandomi di stare a casa se non sapevo andare in bici e dandomi del cacciavite. No, decisamente le gran fondo non fanno per me, non ne ho più fatta una”.

Sono parole che stonano in un ambiente civile e ancor più in una manifestazione amatoriale. Se poi considerassimo che sono parole di Gianni Bugno (non è un caso di omonimia, proprio di quel Gianni Bugno che ha vinto un paio di mondiali), c’è da fermarsi un attimo e riflettere.

Per carità, come dice mia zia, invecchiando non è mai migliorato nessuno; sono il primo a sospettare che all’epoca della sua prima e ultima gran fondo Bugno avesse perso il colpo di pedale dei bei tempi e che senza la guida del Duca di Benidorm Giancarlo Perini non si sapesse destreggiare nei primi km di una gran fondo come ha fatto negli ultimi km del mondiale di Benidorm, probabilmente aveva anche perso molta della capacità acrobatica in sella che aveva quando si lanciava giù dall’Iseran all’inseguimento del Diablo Chiappucci. Ma se un qualsiasi calzolaio di Vigevano interpretasse una gran fondo con una foga tale da fargli pensare che il Gianni sia fuori luogo in una manifestazione ciclistica, forse dovremmo chiamare un assistente sociale.

Attenzione, non stiamo parlando qui di agonismo o non agonismo, di andare forte o piano, ma di RISPETTO!

All’Etape du Tour c’era una bella atmosfera di fratellanza eppure il primo è arrivato in cima all’Izoard più o meno con lo stesso tempo degli ultimi pro (che vuol dire arrivare in cima all’Izoard a circa 35 km/h di media, mica roba da cacciaviti); ancor di più alla Mallorca 312. Un conto è andare forte, un’altra cosa è insultarsi a vicenda o pedalare in modo tale da mettere a rischio l’incolumità degli altri, si può andare forte anche rispettandosi e senza rovinare la giornata agli altri.

Oramai ci conoscete, sapete qual’è lo spirito che piace a noi ed avete letto quanto ci sia piaciuto partecipare alle varie gran fondo all’estero dove lo spirito è decisamente amichevole anche quando si battaglia per la millesima posizione.

Non vogliamo ovviamente fare la morale a nessuno, ognuno si diverta come vuole, se uno si divertisse di più o si sentisse meglio a pedalare tutto il giorno a testa bassa per arrivare nelle prime X posizioni o a battere l’amico/nemico, lo faccia e si diverta così, a condizione che la sua priorità – prima ancora della classifica – sia la salute di tutti gli altri partecipanti (e aggiungerei delle nostre bici, visto che costano un occhio della testa). Se no, si chieda perchè uno del livello di Gianni Bugno non voglia partecipare alle gran fondo a cui partecipa gente con la sua mentalità.

Avendo già avuto il piacere di finire una GF in autostop con la ruota posteriore in braccio ed avendo visto troppa gente sanguinante a bordo strada, per la stagione 2018 io ho una speranza: RISPETTO, sempre, per gli altri e anche per noi stessi.

Se a qualcuno interessasse il mio posto in classifica, glielo cedo volentieri, non è necessario fare numeri da MotoGP nei primi chilometri o in discesa.

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota. Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

4 Comments

  1. Lorenzo Gerosa 1 marzo 2018 at 10:16

    Concordo alla lettera ma non è una novità con i vostri articoli.
    Il ciclismo non è solo competizione.
    Se passi a Milano ti offro una birra al Pink Jersey dove stiamo mettendo su un gruppo con lo spirito dei cicloclub inglesi non di una ASD italiana.
    Andare in bici deve essere un piacere e una sfida con se stessi non una corsa alla prestazione ad ogni costo

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    1. Con molto piacere!

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  2. Sottoscrivo anche le virgole. Non sono Bugno, ma sto lontano dalle manifestazioni ciclistiche per gli stessi motivi. Tra l’altro, è un problema del ciclismo, ho fatto decine di gare podistiche. C’è chi corre a 3:30, e chi corre a 6, mai vista insofferenza.

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    1. Grazie Maurizio, i messaggi di chi come te preferisce rinunciare alle GF per colpa del comportamento degli altri sono quelli che proprio non vorremmo leggere. Ma non è neanche giusto generalizzare; ci sono tante granfondo sia in Italia (ad esempio la Maratona delle Dolomiti) sia soprattutto all’estero (noi abbiamo nel cuore la Mallorca 312 e l’Etape du Tour) dove ci si diverte ancora tutti insieme per davvero. Non demordere!

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