Il mio primo approccio alla biomeccanica era stato di stupore, quando durante la mia prima visita il bio di cui sopra azzeccava tutte le patologie, di ammirazione quando la teoria passava dalla brugola alla pratica, di perplessità quando il dolore alla schiena aveva portato a ginocchia in fiamme. Dal 2014 e per sempre, fino a ieri.

Succede che il martedì prima della novecolli, maledetta novecolli ti odio ma ti amo, mi sveglio con crampi intestinali e dolori alla schiena:”Va a cavallo?”. Infiammazione alle vie urinarie causate dalla sella, quella sella che mi avevano regalato nel pacco gara per i giornalisti all’etape du tour, e che avevo montato a casa sulla mia bici nuova per risparmiare le ultime 100 euro dopo che ne avevo dilapidati per qualsiasi dettaglio.

Vado senza pensarci troppo dal Ferca: due misure al volo e ne risulta che dovrei usare una L2 e sto usando una S2. Roberto mi consiglia una sella corta, per la quale però è meglio studiare una messa in sella ad hoc per non perdere di efficacia. Non mi oppongo al consiglio e arrivo il martedì dopo senza eccessiva convinzione all’appuntamento, a mezzogiorno.

Veloce, penso, che alle 13:30 mi farei una prosciutto da Napul’è.

Marcello comincia a prendere le misure prima della bici. Hai 74,5 di fuori sella, non mi torna. Riporta i dati sul simulatore, e tocco sulla punta dei piedi. Mi torna ancora meno. Ci rendiamo conto che la sella che stavo usando era talmente stretta che non vi appoggiavo con le osse ischiatiche, ma con le parti molle, che venivano talmente schiacciate da “entrarmi dentro” per il centimetro rispetto al quale non mi tornavano i conti.
Sticazzi, in tutti i sensi.
A scriverlo mi tornano i brividi.

La premessa teorica che mi allontana dalla prosciutto di cui sopra è che l’aspetto più importante è la posizione delle tacchette, poi viene l’arretramento della sella. Non così fondamentale il fuorisella, ma comunque più importante della lunghezza della pipetta, che tanto quella in qualche modo la si gestisce. Non mi convince ma annuisco.

Il sistema IdMatch che usa il Ferca prevede di pedalare su un simulatore, senza sensori, che mappa il movimento e in automatico corregge gli angoli, muovendoti mentre pedali. Nelle 2 ore circa che dura tutto il test, arriveremo a trovare la posizione, ma lasciamo per ultimo l’aspetto più importante, la cui gestione è molto manuale. Marcello vede che le tacchette attuali hanno dei segni interni, il che lo porta a supporre che tendo e tento sempre di allargare il piede più di quanto i gradi delle tacchette mi permetterebbero, quindi pedalo in posizione forzata. “Si va beh, seghe mentali”. “Te le giro di pochissimo, vedrai: mi raccomando poi, prima uscita con calma in pianura”.

Ritiro la bici e parto per il Bisbino in notturna, era già programmato..quale occasione migliore!

Mi ha abbassato il fuorisella, nella mia testa dovrebbero peggiorare i problemi alle ginocchia e sono già sul chi va là. Bisbino doppiato. Esco il giorno dopo, con un’altra bici sulla quale la posizione non è stata riportata: ginocchia perfette. Il sabato, terzo giorno di fila, 125 km. Prendo una cotta mortale, ma ginocchia senza un problema.

L’avevo detto io, sistemate le tacchette il resto va da sè!

La sella corta? Una poltrona…del resto se la stessa scelta l’ha fatta Froome prima del Colle delle Finestre un motivo ci sarà!

Ah, dimenticavo, i problemi al collo che ho sempre avuto quasi risolto. Schiena come se fossi appena uscito dal fisioterapista.

Ok, ma controindicazioni? Ci vogliono un paio d’ore abbondanti, per cui la prosciutto da Napul’è dopo non te la fai. Se poi arrivi a portare le divise BKLK  a Simone che sta mangiando con in braccio la bambina ed il cameriere (si, quello con la faccia da Pulcinella), ti sbatte fuori scambiandoti con un ambulante,  la beffa è servita…

Non essendo una marchetta pagata, posso scriverlo senza vergogna…per info www.cicliferca.com/, meritano.

 

Posted by Gio

Terzino sinistro per indole, ciclista per esigenze di salute, comincia a pedalare dopo aver sfondato la soglia dei 100 kg. Si appassiona alla bici e tenta di dimagrire per andare meno piano in salita. Ossessionato dalla tecnologia scopre Strava, dal quale sta tentando di disintossicarsi. Pedala sua una BMC RoadMachine con Campy Record EPS Disc e Bora.

One Comment

  1. […] ha problemi di schiena o di posizione (e che non è riuscito a risolverli neppure con un buon test biomeccanico), per gli altri rimane molto più divertente una bici un po’ più […]

    Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.