Sarebbe stato difficile scrivere per la prima volta un articolo sulla novecolli, dopo averne già corse 7 consecutive. Non sarei riuscito a trasmettere l’entusiasmo con il quale ti contagia Cesenatico per tutto il weekend, la passione ed il tifo che ti fanno collinare il Barbotto con il suo 18% degli ultimi 600 metri. L’emozione dell’attesa a Porto canale dopo la sveglia alle 4:30, così come la sensazione  della discesa dall’ultimo cavalcavia, la doppia curva tra le balle di fieno, e il rettilineo finale, sul quale sprinti anche se proprio non ne hai più. Se avessi raccontato tutto questo, all’ottava partecipazione, forse non sarei riuscito a rendere l’idea di cos’è la novecolli, la vera festa del ciclismo amatoriale.

IMG_8008E allora il racconto della mia ottava edizione è il racconto di un flop clamoroso, incredibile, proprio nell’anno in cui sono arrivato nettamente più allenato, con le premesse migliori, al netto di una settimana lavorativa troppo intensa.

Parto il venerdì sera con anche l’attrezzatura perfetta: pochi giorni prima ho ricevuto dalla 3T, in test le Orbis II C50 Ltd (provate qualche giorno prima, ne parlerò a parte, eccezionali), e gli amici di Breva Cycling ci hanno fornito delle divise personalizzate che solo a toccarle ti riportano alla definizione di Como, città della seta.

Il viaggio fila via senza neanche un minuto di coda, la piadina all’arrivo è ottima, ed il sabato la sgambata è piacevole e rilassante. Cena frugale, e poi la finale di coppa italia che dura troppo, e lascia un pò di tensioni dei supplementari ad inibire il sonno: mi addormento dopo l’una, e le ore di sonno rimangono poco più di 3. Mi alzo con il suono della sveglia, assonnato e vado  a fare colazione, mangio il giusto, e prendo il maledetto Carboflow della Enervit: alle 5.45 sono in griglia bianca grazie al tempone sotto l’acqua dell’anno prima.

La partenza è come sempre spedita, e senza strappi e senza apparente fatica arrivo ai piedi del Polenta ad oltre 40 km/h di media; pedalo con l’amico Robertino che mi informa di come siamo in vantaggio di 9 minuti rispetto alla sua tabella di marcia, nonostante mi sembra di pedalare senza fatica. Arriviamo al Ciola, che ricordavo più facile, e sul Barbotto comincia a fare veramente caldo (il Garmin segna oltre 32 gradi). Non forzo e lo faccio con calma, anche se il rapporto battiti/velocità mi sembra sballato (vado comunque troppo piano per essere poco sotto i 160 bpm).

Scollino e sull’odioso mangia-e-bevi dopo il Barbotto mi sento alla grande e dentro di me penso che lo strappo finale abbia risvegliato il mio corpo e finalmente posso spingere. Senza indugio al bivio svolto per il lungo e tento di chiamare Giampaolo e Giampiero per aspettarli e finire insieme la seconda parte. Non c’è campo, e proseguo per chiamarli al ristoro successivo.

Game over!

Game over!

Le pendenze del Tiffi cominciano a mettermi in difficoltà, non prendo il ritmo e sono in affanno pur andando pianissimo. Divento insofferente al caldo. Scalo il sesto colle, e con 3 colli e 75 km all’arrivo mi fermo al Perticara, dicendomi di rilassarmi un attimo e mangiare, per affrontare con le giuste energie il finale. Butto la testa sotto la fontanella, prendo il mio piatto, mi siedo per terra e mangio, leggermente controvoglia. Comincio a sudacchiare freddo, ho un leggero giramento di testa, e comincio a capire che non sto tanto bene.

Nel frattempo arriva Robertino che mi invita a ripartire e il mio secco “NO!”, mi fa capire che siamo ai titoli di coda.

Oltre l’ambulanza vedo una bar, ordino una birra e mi faccio dare le indicazioni per dove trovare un taxi, che da Nuova Feltri mi riporterà a Cesenatico, dove la seconda birra di giornata mi farà pensare a come si possano spendere bene 70 € per un taxi.

Il fritto misto della serata mi farà ricordare perché, nonostante tutto, la novecolli è il weekend ciclistico migliore dell’anno, e anche l’anno prossimo mi ritroverà ai blocchi di partenza.

Il fritto misto dopo gara, ecco cosa rende la novecolli speciale!

Il fritto misto dopo gara, ecco cosa rende la novecolli speciale!

Posted by Gio

Terzino sinistro per indole, ciclista per esigenze di salute, comincia a pedalare dopo aver sfondato la soglia dei 100 kg. Si appassiona alla bici e tenta di dimagrire per andare meno piano in salita. Ossessionato dalla tecnologia scopre Strava, dal quale sta tentando di disintossicarsi. Pedala sua una BMC RoadMachine con Campy Record EPS Disc e Bora.

2 Comments

  1. […] modi diversi per essere belle: la Maratona è indimenticabile per la bellezza delle Dolomiti, la Nove Colli per l’incitamento degli spettatori, la Mallorca 312 per l’alleanza tra i partecipanti […]

    Rispondi

  2. […] Il programma prevedeva di andare a Cesenatico in completo relax per accompagnare Barbara lungo i 205Km della granfondo, io al traino grazie all’esperienza di Gio che ne ha ormai fatte una decina. […]

    Rispondi

Rispondi a Berlin Velothon – andiamo a Berlino! | Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.