E’ sempre la solita questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Quando si parla del Wahoo Elemnt Bolt è inevitabile paragonarlo al Garmin 820 e vedere subito la metà vuota. Esteticamente d’altra parte non c’è paragone, il Garmin è in vetro e metallo, il Wahoo in plastica, non c’è proprio gara; quanto alla sostanza, sull’Elemnt le rilevazioni non sono precise come sul Garmin (la velocità si aggiorna sempre un attimo dopo, a fine giro la cadenza max è sempre oltre le 150 pedalate/minuto e l’indicazione della pendenza non è molto affidabile). Neppure sulla precisione del segnale GPS c’è storia (scaricati i dati, con il Garmin puoi quasi distinguere gli slalom fatti per evitare le buche sulla strada, il Wahoo a naso ha un margine di errore di 5-10 mt., che peraltro, disegno dei tornanti a parte, non ha mai dato alcun problema).

Le cose iniziano a cambiare quando si parla dei comandi; da una parte il demenziale touch screen del Garmin, dall’altra tre normali pulsanti di un’arretratezza agghiggiande, che però ti evitano tutte le meravglie che possono succedere quando metti un dito sporco e sudato su uno schermo in vetro o quando una goccia di sudore ci cade sopra (insomma, uno è figo, l’altro è adatto per essere usato su una bici).

Poi c’è la funzione navigazione turn by turn, cioè quella che con vari programmi (ad esempio Strava, Ride with GPS o Komoot) ti consente di disegnare un percorso, caricarlo sul computerino e durante la pedalata farsi guidare incrocio per incrocio come con il navigatore della macchina.

Lo dico subito, per me è la più grande novità nel mondo del ciclismo da 20 anni a questa parte.

Giusto per fare un esempio da laker, non sei mai stato in Val d’Intelvi e vuoi farci un giro? Molto probabilmente prima di partire dai un’occhiata alla mappa, vedi un intrico di stradine, ti fai i tuoi programmi e quando arrivi ad Argegno segui le indicazioni stradali per Lanzo che ti mandano su per la provinciale assieme a camion, bus, camper e valligiani che fanno il rally. Oppure prendi il tuo programmino, dai la stessa occhiata all’intrico di stradine e disegni un percorso che ti fa salire da Schignano e da Ramponio invece che dalla provinciale  … da una parte il traffico, dall’altra la natura, la scelta della strada fa tutta la differenza tra un giro anonimo e quello che non a caso è un nostro super classico (e chi ha partecipato alla nostra ride sa quanto cambia tra i due percorsi).

In Mtb, poi, non ne parliamo neppure. Prendiamo ad esempio la mappa tra Como e Milano, dove il “qui una volta era tutta campagna” è diventato una città ininterrotta con una macchia verde tra Montorfano e Carugo che mette una certa acquolina, almeno quando in montagna c’è la neve. Anche qui le opzioni sono sostanzialmente le stesse:  buttarcisi dentro sapendo che ci sono altissime probabilità di tornare 20 volte allo stesso incrocio senza capire il perchè e passare la metà del tempo fermi ai bivi a discutere della strada con altre 10 persone che non hanno idea di dove siano oppure mettersi nelle mani del Wahoo.  Nel secondo caso, il risultato è stato un giro di 45 km (di cui 40 km su sterrato, partendo da Como centro … mica male!), evitando certosinamente le strade asfaltate e senza vedere una macchina salvo un paio di attraversamenti, dal quale siamo tornati a casa più rilassati di quando siamo partiti (qui le prove su Strava che ci siamo goduti proprio tutta l’oasi senza sbagliare agli incroci, salvo un errorino umano di distrazione).

Insomma, la navigazione turn by turn ti da la possibilità di fare qualcosa che non saremmo in grado di fare senza.

Poi ci sono delle semplici comodità; ogni percorso caricato da Strava o Ride with GPS o Komoot include l’altimetria, quindi quando sei su un percorso sconosciuto – zoomando dentro e fuori – vedi quanto devi salire ancora prima dello scollinamento (ed eviti di chiedere 100 volte agli altri quanto manca). Prendiamo ad esempio la Paris Nice Challenge, dove (come in tantissime altre gran fondo) inizi a salire e scendere per le colline finchè non capisci più se sei nel su e giù in cima alla prima salita, in piena seconda o in un mangia e bevi gratuito tra l’una e l’altra; quando ti stufi di chiedere a destra e a manca quanto c’è ancora fino allo scollinamento, dai un’occhiata alla schermata dell’altimetria e capisci più o meno dove sei e quanto manca più o meno allo scollinamento (o, se vuoi proprio sapere al metro quanto ti manca alla vetta, aggiungi ai preferiti Strava i vari segmenti lungo il percorso e ti fa in automatico il conto alla rovescia).

E dov’è la novità, mi direte, sono tutte funzioni che ha anche il Garmin! Semplice, nel fatto che con il Wahoo usarle è semplicissimo!

Quando sono andato a fare la Via del Sale, la sera prima della partenza  mi son messo lì dopo cena a caricare sul Garmin 820 il percorso disegnato su Strava; verso le 3 del mattino, dopo aver maledetto 1.000 volte il Garmin, letto istruzioni e consultato forum in 3 lingue, provato con il laptop di casa ed essere corso in ufficio nella speranza che cambiando computer cambiasse tutto, ringhiato dietro a chiunque mi si sia avvicinato oltre la distanza di sicurezza e tirato giù tutte le madonne del mondo, ce l’ho fatta, ma non chiedetemi come (o, meglio, sulla carta chiedetemelo pure che è semplice come un copia/incolla, non chiedetemi perchè abbia dovuto farlo 17 volte e cosa abbia fatto di diverso l’ultima volta per farlo funzionare).

Con il Wahoo, io che sono tecnologicamente normodotato (forse anche tendente al sub, visto che non saprei creare un foglio Excel), 2 ore dopo che il pacchetto è arrivato a casa ero in giro in bici seguendo le indicazioni turn by turn (e in quelle due ore ho pure accoppiato l’Elemnt Bolt con telefono, sensore di pedalata e di cadenza, fascia cardio e wi-fi, montato i supporti sulla bici, collegato tutto a Strava e caricato il percorso); la cosa più difficile è stata ricordarsi la password di Strava (per la precisione, ricordarsi se quando mi sono registrato ho potuto usato la solita o me ne sono dovuta inventare una con minimo 5 massimo 11 caratteri e/o un numero e/o almeno una maiuscola ed una minuscola e/o un simbolo), poi è bastato un clic.

In altre parole, è inutile che il Garmin mi dia 1.000 funzioni se poi il software è così complicato che non riesco a usarle o che non funzionano; con il Garmin, era come non avere la funzione per me (e credo per il 99% di quelli che ce l’hanno, visto che all’unica randonnée digitale a cui ho partecipato nessuno – nemmeno l’organizzatore – aveva caricato il percorso e si è pedalato a memoria così bene da finire in superstrada). Con il  Wahoo Elemnt Bolt  la navigazione turn by turn è davvero a prova di idiota, da quando ce l’ho è diventata insostituibile.

Per la ola finale, il prezzo: sui rispettivi siti, con licenza di aggiungere il centesimino mancante per fare cifra tonda, il Garmin costa € 400 (€ 500 con tutti i sensori), il Wahoo € 240 (€ 330 con tutti i sensori).

In conclusione, come (quasi) sempre non c’è un meglio ed un peggio. A me che vedo il ciclismo anche come esplorazione, il Wahoo Elemnt Bolt ha dato la possibilità di fare cose prima impossibili e in solo un paio di settimane mi ha fatto diventare completamente dipendente da lui; per me il bicchiere è strapieno, nonostante tanti piccoli difettucci e tante funzioni che – come sul Garmin – funzionano a singhiozzo (ad esempio il live track, che con i telefoni Android si disconnette molto facilmente, ma vai a capire se è colpa dell’uno o dell’altro). Chi invece mi dicesse che venendo dall’atletica, dopo aver passato 20 anni a correre in tondo su un campo CONI può farne benissimo altri 20 pedalando avanti e indietro sulla stessa strada, può continuare con il suo vecchio computerino (a quel punto, peraltro, non è necessario andare oltre un Bryton da 50 euro).

Come sempre, per vedere tutte le altre funzioni e caratteristiche, c’è il sito ufficiale Wahoo.

Durata test: oltre 500 km

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota. Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

13 Comments

  1. Ciao Simo, bella recensione.
    Il più grosso difetto che imputo a Garmin è dovuto al fatto che non facciano un software unico per tutti gli aggeggi che vendono e non permettano poi all’utente di aggiungere/togliere quelle che vogliono o meno. In alcuni casi riescono addirittura ad inserire dei bachi nell’esportare il software tra una famiglia e l’altra. Qualche anno fa (non era uscita ancora la famiglia Edge 10xx con una risoluzione decente) mi son preso un Oregon 650 (tecnicamente è da escursionismo e funziona con due pile stilo, rendendolo una mattonella che pesa più della forcella della mia Wilier) che uso sia in MTB che su BDC. A parte i segmenti, gli allenamenti e tutte le funzioni di connettività che hai indicato sopra, già anni fa era disponibile la navigazione turn by turn (anche fuori strada, a patto di usare mappe “routabili” cioè utilizzabili dall’algoritmo per creare un itinerario), il grafico di elevazione del giro precaricato ecc.. ecc..
    Devi solo fare attenzione al fatto che Garmin distingue “percorso” da “traccia”:
    Con percorso si identifica una strada fatta da tanti punti piuttosto vicini, teoricamente potrebbe non servirti una mappa sottostante per seguire semplicemente i puntini, come Pollicino seguiva i sassolini bianchi per tornare a casa.
    Con traccia viene invece identificata una serie di “waypoints” in sequenza (molto più radi di quelli del percorso) che, a seconda della mappa che gli metti sotto, vengono uniti dal navigatore stesso ed, in questo caso, ti danno la possibilità di avere la navigazione turn by turn: questo perchè l’itinerario viene “calcolato dinamicamente” e non solo seguito. Usando il tuo esempio: Vuoi fare Brenna->Montorfano? metti 2 punti, uno in centro a Brenna e uno in centro a Montorfano, se al Garmin metti sotto” una mappa stradale (es.OpenStreetMap) ti farà andare su asfalto/ciclabili. se metti la OpenMtb, molto probabilmente ti farà seguire uno tra i mille sentieri nel bosco che separa i due paesini, con un “blip” ed una freccia disegnata sullo schermo ad ogni “potenziale” bivio.
    Se invece dici che quei due punti sono un percorso, ti tira una linea dritta tra i due e ti arrangi, spero di essermi spiegato.
    Non penso quindi (Garmin sarà felice di smentirmi per le falle nel porting che menzionavo sopra) possa essere troppo diverso ora, verifica, secondo me le possibilità ci sono.
    Anche per il caricamento della traccia, Garmin preferisce si passi da Basecamp e non solo si faccia copiaincolla…perchè non si sa bene cosa ritocchi, ma rende la traccia “meglio digeribile” al Garmin (è solo un passaggio in più: prendi il GPX->lo importi in basecamp->invii a dispositivo). dopo aver patito la stessa frustrazione con gpx copincollati, ora non sbaglio un colpo.
    Ciao
    Ivano

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    1. Grazie dell’approfondimento, Ivano.
      In realtà quello che tu scrivi conferma il mio pensiero: tutto si può fare anche con il Garmin (e non solo), ma è tutto molto più difficile.
      Con il Wahoo ci metti veramente un attimo e ti porta esattamente dove Strava ha indicato sulla mappa, senza doversi porsi il problema di distinguere tra traccia, percorsi o itinerari.
      Se è vero che il 90% di chi ha il Garmin non usa queste funzioni per incapacità o pigrizia, la facilità d’uso fa tutta la differenza del mondo.

      Comunque leggendo il tuo post una conferma l’ho avuta: tecnologicamente parlando sono molto tendente al sub!
      🙁

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      1. La mia non voleva essere assolutamente una critica, ma uno spunto (che magari serve anche ad altri, altrimenti ti avrei mandato una mail) per sfruttare un pochino di più qualche opportunità che un gingilo costoso come il Garmin offre (senza peraltro documentarlo a dovere).
        Il difetto grosso che imputo a Garmin è quello degli aggiornamenti, delle features non “portabili” su diversi devices (della stessa Garmin) e della rapida obsolescenza alla quale condanna i suoi prodotti: ogni anno, a turno, esce il nuovo Edge, seguito dal nuovo Oregon, poi il nuovo Etrex e si ricomincia, senza che i problemi dei dispositivi precedenti siano risolti

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        1. Ma certo, non l’avevo proprio presa come una critica; anche perchè avendo sostanzialmente la stessa idea sul Garmin (in poche parole diciamo tutti e due che non è certo intuitivo nell’uso) era difficile fosse una critica.
          Diciamo che l’ho considerato un contributo in più, ovviamente graditissimo.

          Comunque a noi fanno piacere anche le critiche; ci piacerebbe che diventino lo spunto per approfondire insieme o – essendo consapevoli dei nostri limiti – anche solo l’occasione per imparare noi qualcosa di nuovo.

          ciao!

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  2. Ciao Simo,

    ho una domanda sull’uso in MTB. Se il Wahoo ha un’imprecisione di 10/15 metri e mi devo far guidare su un sentiero alpino dal Turn by Turn, non è elavato il rischio di prendere il sentiero sbagliato (specialmente se ci sono molti sentieri che girano nella stessa direzione)?
    Grazie
    Claudio

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    1. Ciao Claudio,
      in montagna non l’ho ancora provato, ma per le mie prove nei boschi di pianura direi di no.
      O, meglio, è ovvio che in caso di incrocio tra più sentieri ti devi fermare un attimo e capire qual’è quello giusto, ma se anche sbagliassi te ne accorgeresti dopo 50 metri al massimo, torni indietro, prendi quello giusto e il problema è risolto.
      Il problema con la mtb secondo me potrebbe essere piuttosto che alcuni programmi (anche Strava, a volte) non riconoscono alcuni sentieri, quindi devi tracciare manualmente e li hai dei margini di imprecisione; diciamo che sapendolo uno deve sempre stare un po’ in campana.

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  3. Ciao Simone, complimenti per la recensione! Ho avuto un Garmin Edge 1000, tantissimi problemi di software, poi sono passato al Garmin Edge 1030 (che costa come un diamante), dopo due mesi di vita, touch che non funziona più, l’ho mandato in assistenza….. i tempi saranno biblici…. nell’attesa ho acquistato uno Wahoo Element Bolt…. lo attendo con ansia e spero di dimenticare presto tutto ciò che si chiama Garmin!

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    1. Ecco, bravo, un altro punto dolente del Garmin … l’assistenza!
      Io con il Wahoo continuo a trovarmi benissimo. Certi dati non sono precisissimi o attendibili, ma per quello che chiedo io a un bike computer va benissimo.
      Proprio domenica ho sentito parlare molto bene anche del Bryton, che però non conosco.

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  4. […] caricare  il file gpx del percorso sul Wahoo, in modo da aver sempre sotto controllo il grafico altimetrico del percorso e vedere quanto manca […]

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  5. una curiosità: i sensori garmin sono compatibili con il wahoo? fascia cardio e pedali vector ad esempio?
    grazie e complimenti

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    1. Si, in teoria tutti i sensori Ant+ sono compatibili, ma non so dirtelo per certo perchè non ho provato personalmente. Se ci provassi tu, facci sapere!

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  6. Ciao Simo , Volevo chiederti se è possibile importare il file GPX come con il Garmin o se è possibile farlo solo dall’applicazione, Ovvero scaricando la traccia GPX Per esempio su pc è poi possibile importarla nel dispositivo semplicemente connettendolo a questo? Grazie e ciao

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    1. Ciao Davide, so che è possibile farlo tramite l’app, andando a pescre un file gpx che in qualunque modo hai sul telefono (email, altre app etc.), ma nno so dirti molto di più perchè io mi trovo molto meglio con i percorsi Strava ed uso sostanzialmente solo quelli.
      ciao.
      S.

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