Con l’inizio dell’autunno si torna a pedalare con una luce fioca non ideale per essere visti. Un tema a me caro perché con il passare dei mesi mi sono accorto quanto spesso si è invisibili e quanto le distrazioni degli automobilisti rendano i ciclisti trasparenti con conseguenze anche serie. Inutile poi ricordare come la diffusione dell’utilizzo dei telefoni in auto, aumenti rischi e sensazioni negative.

Nel mio piccolo è capitato di sentire l’auto giungere alle spalle e piantare una frenata all’ultimo secondo, forse perché il guidatore stava mandando l’ennesimo messaggio. Auto sono uscite dai parcheggi costringendomi a frenare bruscamente, eppure cerco di portare sempre qualcosa di ben visibile con una bici che ha dei colori accesi e di certo non sono esile e minuto, anzi. Senza contare quando sono stato superato per poi essere stretto a bordo strada senza avere più spazio disponibile.

Sono tutte situazioni che hanno aumentato il mio timore di andare in bici sulle strade aperte e mi hanno fatto apprezzare le Granfondo e tutte le volte che ho pedalato su strade chiuse o quantomeno con un traffico ridotto.

Un modo per mitigare i miei timori è stato quello di montare una luce posteriore che fosse in grado di rendermi visibile sia di giorno sia con poca visibilità. Mi sono guardato un po’ attorno e la preferenza è caduta sulla ICON di SeeSense. Un prodotto ad altissimo contenuto tecnologico, che ho ricevuto a inizio 2016 grazie alla disponibilità del team di SeeSense, azienda irlandese giovanissima, passata attraverso una serie di crowdfunding sempre conclusi positivamente. Mesi di utilizzo, in cui ho avuto la possibilità di testare a fondo questo incredibile concentrato di tecnologia sensoristica.

ICON è una luce ideata per essere visibile anche di giorno, al punto che se accesa al buio dà quasi noia talmente i due led siano forti e l’effetto strobo nauseabondo. Le opzioni automatiche e non, sono tantissime oltre a quelle classiche:

La luce si adegua alle condizioni esterne di luminosità, per cui in galleria il software aumenta la frequenza di lampeggiamento.

I sensori posti all’interno del dispositivo sono anche in grado di percepire l’avvicinarsi di veicoli adeguando anche in questo caso la frequenza di illuminazione.

Si ricarica attraverso una porta USB e la carica dura fino a 15 ore, si riesce a dimenticarsene ed essere sicuri di accenderla al prossimo giro con tranquillità; un piccolo led avvisa del livello di carica della batteria quando la luce viene spenta.

E’ naturalmente una luce stagna, a prova di clima anglosassone…

Si collega a una App dedicata attraverso un collegamento Bluetooth con cui è possibile impostare diversi parametri, tra cui la luminosità e il livello di intermittenza della luce.

I sensori consentono di essere avvisati attraverso l’App se la nostra bici è stata spostata da un malintenzionato, motivo per cui correre per cercare di salvarla.

In caso di caduta un altro sensore è in grado di rilevarne il movimento, in modo che lo smartphone invii un messaggio con le indicazioni di dove ci si trova.

Devo ammettere che queste ultime due funzioni non iconsono tra quelle che utilizzo con frequenza, ma per qualcuno potrebbero aumentare la sensazione di confort garantito dall’apparecchio.

In generale si tratta di una luce che consiglio e che garantisce un’ottima visibilità in tutte le condizioni. È un dispositivo ad altissimo contenuto tecnologico che ha subito affascinato il mio lato geek, un contenuto talmente alto che ci sono ancora delle aree inesplorate come la possibilità di mappare lo stato delle condizioni del manto stradale nelle città e in generale dove girano gli utilizzatori di ICON, grazie al sensore che registra gli sbalzi sul manto stradale.

Il resto rientra assolutamente nello standard di un apparecchio di altissima qualità: peso limitato, sistema di aggancio affidabilissimo e design accattivante.

Per chi volesse acquistarla ce ne sono diverse versioni sia per la parte frontale (bianca) sia per il posteriore (rossa), tutte ordinabili attraverso il sito di See.Sense.

#iovogliopedalaresicuro


Posted by Max

Ciclista da quando è nato. Ha provato la sua prima bici da corsa nel 2015 perché si erano esauriti gli sport da lui praticabili e ne è rimasto folgorato: "posso tornare a fare sport senza soffrire di tendinopatia!", per poi tornare a soffrire sulle salite attorno al lago di Como. Lavora in aziende digitali da vent'anni e pratica anche la vela (senza soffrire). Ha una Wilier GTR 2015, una Passoni XXTi Campy Super Record + Bora e una Canyon Neuron. Scrivigli a max@bklk.it

3 Comments

  1. Articolo molto interessante e vorrei alcune informazioni in più per approfondire.
    La recensione del prodotto fa riferimento alla versione “Front and Rear Set” o solamente “Rear” e per le versioni a Front 420 lumens e Rear: 250 lumens oppure la versione meno performante?
    Grazie in anticipo per il feedback. Ciao. Alessandro

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    1. Ciao Alessandro – scusa il ritardo con cui ti rispondo. Io ho provato la versione posteriore da 190 Lumen della ICON, secondo me già sufficiente a farsi notare molto bene.

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  2. Figurati! Grazie per la precisazione! Cordialità. Alessandro

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