Dico signore perché tali siamo, nell’aspetto, nel cuore, nel nostro essere cicliste.  Come una piccolissima onda nell’oceano dei nostri colleghi uomini, lentamente ma inesorabilmente, sommessamente ma con caparbietà e determinazione, stiamo crescendo. Un’onda piccola nell’oceano che può originare uno tsunami gentile, cambiare qualcosa in questo sport, il ciclismo appunto, da sempre dominato dagli uomini, dal loro agonismo, dalla loro ansia di competizione.

Quindi grazie a tutte voi, colleghe in bicicletta, sempre pronte al sorriso e a un saluto quando ci si incontra per le strade, grazie per la poche chiacchiere che faticosamente, tra una pedalata e l’altra, ci capita di scambiare, per darci coraggio sulle lunghe e impervie salite, per aiutarci e stare assieme quando la strada è ancora lunga, anche solo per gli sguardi partecipi che ci scambiamo, quando il cuore e il respiro non permettono di parlare. La mattina presto, da sole sulle stradine poco frequentate, per riordinare le idee, assieme a lei, la nostra due ruote, amica, confidente, psicoanalista, che capisce solo dalla cadenza della pedalata le preoccupazioni, le gioie, i pensieri e i ragionamenti che passano nella nostra mente.  Accompagnate solo dal sommesso “rinf-rinf” della catena, siamo libere di assaporare questi momenti solo per noi. Niente telefono, niente capufficio, niente doveri, per due ore che ci danno la carica per intere giornate. Quanto valgono questi scampoli di tempo! Dimenticati lavoro, figli da portare a scuola o a nuoto, spesa, camicie da stirare, lavatrici.

2014-06-26 11.29.21

Non importa se al rientro da una pedalata con i nostri compagni, mariti, fidanzati, li lasciamo “spiaggiati” sul divano mentre, prima ancora di farci la doccia, prepariamo il tanto meritato piatto di spaghetti e carichiamo la lavatrice con le divise sudate. Sempre con il sorriso, perchè siamo state libere per qualche ora, libere come l’aria.

Siamo noi, il piccolo ma determinato manipolo femminile: condividiamo il piacere delle poche ore solo per noi che la bicicletta ci permette. E non conta se si tratta di una bici top di gamma o di seconda mano (come la mia meravigliosa Colnago), conta solo la sinergia perfetta tra noi e Lei. Sia che pedaliamo sole, sia in gruppo, sia per cicloturismo che nelle “gran fondo”, non perdiamo il sorriso, portiamo con noi la semplice gioia di una giornata all’aria aperta. Non inganni il nostro tocco gentile, le unghie laccate, le trecce sotto il casco, gli orecchini: sotto questa femminilità si nasconde la nostra forza, la nostra determinazione, il nostro inesauribile entusiasmo. Quello che ci fa gioire anche se arriviamo ultime, se siamo le più vecchie del gruppo, ma siamo arrivate, ce l’abbiamo fatta. Anche questa volta, già pronte per la prossima.

Posted by Elena

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