22 marzo 2017, ore 19.00: mai salito su una bici a scatto fisso, mai fatto un giro in pista.
ore 19.30: ingresso al Velodromo di Montichiari (€ 10), noleggio bici da pista (altri € 10) nel negozio Hobby Sport all’interno del Velodromo e istruzioni per girare in pista: la banda azzurra è la corsia di entrata/uscita, la linea nera (cioè la corda) è per i ciclisti più lenti, quella rossa per i più veloci e quella azzurra più in alto per i velocissimi; si supera sempre all’esterno.
ore 19.40: ingresso nel velodromo, accolto dal meraviglioso wooooof nel silenzio assoluto dei gruppi che già girano, è già un’emozione.
ore 19.42: aiutooooooo !!! chi ha tolto i freni ??? come si ferma questa bici ???
ore 19.45: ingresso in pista e primi giri di riscaldamento sulla corsia azzurra al margine della pista. Da vicino la parabolica è proprio un muro, io li sopra non ci salgo neanche morto, posso provare a girare alla corda, ma alla linea rossa non ci salgo, a quella azzurra non parliamone nemmeno.
19.48: non son mica venuto fin qui per girare a bordo pista, almeno un paio di giri alla corda a ruota di qualcuno tranquillo proviamo a farli !!
19.50: tutto sommato girare alla corda non è poi così difficile, ma alla linea rossa per superare quel tizio lento che stiamo raggiungendo non ci salgo, meglio frenare (se ci riesco in qualche modo), aspettare il rettilineo, passarlo in piano e rientrare piuttosto che correre il rischio di salire troppo alti, cadere e trascinare a terra tutti gli altri.
19.53: pur stando a distanza di sicurezza dalla ruota davanti e prendendo tutta l’aria in faccia, si pedala facili ai 40 km/h, mica male come sensazione; pulsazioni sempre alte, più per i batticuore dei sorpassi in curva che per la fatica, ampiamente compensata dall’adrenalina. Peccato che a queste velocità il doppiato si avvicini sempre di più.
19.54: oramai il doppiato è qui, rallento, aspetto il rettilineo e via a tutta per rientrare sul gruppetto … arrivando alla curva a 45 km/h la forza centrifuga ti schiaccia sul parquet, l’aderenza è massima e la parabolica ti risputa fuori come su un taboga al luna park … che figata !
19.55: rientro subito nel gruppo e mi rimetto comodo in ultima posizione girando alla corda, bello tranquillo finchè il gruppo dei più forti non ci passa in curva; con la coda dell’occhio vedo il piede di uno che mi supera sulla linea azzurra all’altezza della mia faccia, due metri sopra di me, come se fosse un piano sopra .. fine immediata della sensazione di tranquillità e sicurezza !
20.00: la velocità piano piano sale, si gira sempre facili (anche se sempre al vento) a 42-43 km/h e si doppia sempre più gente; piano piano prendo confidenza con i sorpassi in curva e con la linea rossa. La pendenza della parabolica tanto è sempre la stessa, se si va sufficientemente veloci per farsi incollare al parquet dalla forza centrifuga non cambia niente tra la linea nera e la linea rossa. Tutto tranquillo, salvo un po’ di ansia quando nel traffico ci si trova a superare gruppi lenti mentre gruppi più veloci passano a loro volta.
20.05: mi accodo al gruppo dei forti e inizio anch’io a girare ai 45-50 km/h, ormai stabilmente sulla linea azzurra, lasciando un paio di metri sotto di me i più lenti.
20.20: il timore è sparito, giro tranquillo, salvo qualche rallentamento imprevisto dove in mancanza di freni non so a che santo votarmi per non tamponare quello davanti, e mi sento oramai a mio agio anche girando fisso sulla linea azzurra con il gruppo più veloce.
20.25: è arrivato il momento del ruggito del coniglio: accelero, rimonto il gruppo salendo ben sopra la linea azzurra, sgommo (si fa per dire) sulla B di Bike Channel e passo in testa al gruppetto.
20.26: nessuno mi caga: nè aumentano la velocità per prendermi la ruota e darmi la possibilità di chiedere dignitosamente un cambio dopo un paio di giri in testa, nè rallentano quel zic che basta per farmi guadagnare il giro … sono due-tre minuti di cuore in gola, finchè il coniglio non si inchioda con le gambe piene di acido lattico e rientra nei ranghi.
21.00: confidenza assoluta con la pista, mi concedo anche il lusso di girare a mani alte chiacchierando fianco a fianco con un pistard esperto, lui sulla banda azzurra ed io alla corda, sui 25 km/h per sciogliere la gamba … troppo piano, senza forza centrifuga la gomma perde aderenza e assaggio il parquet con una bella scivolata.
Recupero la bici e mi alzo quando arriva il compagno di chiacchierata: “ti stavo dicendo che andavi troppo piano per girare sulla parabolica”. “Grazie, ma in queste cose il timing è tutto, o me lo dicevi il giro prima o niente”.
Grazie a Dio niente di grave, l’unico dolore è quello per la rottura dei pantaloncini Laclassica Vintage nuovi di zecca, a cui mi ero già affezionato… meno male che sul sito li vendono a metà prezzo.
21.15: avrò fatto una cinquantina di chilometri, circa 200 giri, continuare a girare inizia a diventare noioso, la pista si svuota e la gamba è al lumicino; come prima esperienza può bastare.
21.20: restituzione bici, doccia, pizza e a casa.
In definitiva: bell’esperienza, tecnicamente molto più facile e meno pericolosa di quanto temessi, gran bell’allenamento e divertimento adrenalinico, anche se alla lunga, dopo 200 giri, la sindrome del criceto inizia a diventare insopportabile. Comunque bello, almeno una volta nella vita dovrebbero provarlo tutti i ciclisti, con prudenza, ma senza farsi impressionare dalla pendenza delle paraboliche.
Se solo in Italia ci fosse qualche velodromo in più … Vigorelli, riapri !!!




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