Le salite del versante di Bellagio le faccio molto più raramente di quelle dalla parte di Menaggio, in quanto hanno meno opzioni e meno alternative: si gira intorno al Pian del Tivano e al Ghisallo, ed hanno il difetto, qualora non si rientri da dove si è arrivati, di avere un rientro noioso tra Canzo, Asso e Albavilla.

 

Dopo aver pedalato in direzione Colma di Sormano, su quella che i comaschi chiamano “La Nesso”, nome preso dal paese di partenza, mi sono reso conto che è un vero peccato farla solo 1/2 volte all’anno; si parte da Como e i poco meno di 20 km che ci separano dall’inizio della salita sono un mangiaebevi continuo, su una strada mediamente stretta ma poco trafficata, fredda d’inverno e piacevole d’estate, con vista spettacolare sul lago da posizione privilegiata.

Pochi metri dopo aver superato la cascata di Nesso (sulla destra potete trovare una fontanella dove riempire la borraccia), è ben visibile l’attacco della salita per porta prima al Pian del Tivano, dove ci è messo un chilometro di pianura, poi alla Colma di Sormano ad oltre 1.000 metri slm.

Quella che ci aspetta è la salita pedalabile per eccellenza, 12,8 km al 7% di media su una strada con traffico medio, che ci permette di pedalare affiancati, senza forzare e quindi potendo chiacchierare. Se presa con la giusta calma, è una salita pedalabile sulla quale fare girare le gambe, sapendo che poi ci sarà da sputare comunque sangue all’ultimo chilometro. Intendiamoci, già prima ci sono delle punte al 9% attorno al bivio per Veleso, l’attraversamento del micropaese di Zelbio ha punte oltre il 10% e i rettilinei a “gobbe” prima della fabbrica della Enervit spaccano il ritmo, ma il pezzo duro di questa salita è il chilometro abbondante finale, che arriva dopo la pianura del Pian del Tivano ci ha illuso che la salita sia finita. Con le sue pendenze che toccano il 12% e senza tornanti, rendono la vista dell’osservatorio in cima all’ultimo strappo una vera e propria visione.

Il Balcone alla Colma di Sormano

Il Balcone alla Colma

La balconata con vista sulla valle è il punto di arrivo condiviso con l’arrivo del mitico Muro di Sormano, sul quale ancora non abbiamo scritto, ma di cui parleremo a lungo nelle prossime settimane su questo blog.

La discesa verso Asso è molto bella, veloce, larga, ben asfaltata e guidabile.

In fondo alla discesa si arriva ad uno stop, con una fontanella sulla destra dove poter ancora riempire la borraccia, e girando a sinistra verso Barni si risale il Ghisallo, mentre a destra si va verso Asso e si torna verso Como. Prendiamo verso il Ghisallo e comincia subito un lungo falsopiano al 2/3% perfetto per rimettere in moto le gambe indurite dalla discesa, e arrivati a Barni, entriamo nel vecchio paese e percorriamo la vecchia strada (sulla destra), che ci evita i dritti larghi della strada principale. Una volta ritornati sulla principale ci manca poco per arrivare in cima al Ghisallo, che raggiungiamo senza grosse fatiche, sapendo il mito di questa salita è stato costruito sui tornanti dell’altro versante.

E’ la prima volta che Max passa da queste parti, ed è imprescindibile entrare nel museo, dove scambiamo 4 chiacchiere con una coppia di inglesi attorno ai 60 anni, che ci raccontano come lei fosse 6 anni che non saliva in bicicletta, e sia riuscita comunque a godersi la salita del Ghisallo, sfruttando tutta la tripla anteriore e la diversa mentalità, assolutamente turistica, con cui il ciclismo viene vissuto al Nord Europa. La visita al santuario della Madonna del Ghisallo (dopo anni, non ero mai entrato…) è un’esperienza quasi mistica, tra biciclette con oltre 1 secolo di storia ed altre che hanno solo 20 anni ma ormai sembrano presitoriche,  tra magliette di Pantani e Bartali e foto di ragazzini meno famosi che sulla bici hanno perso la vita.

Il rientro Bellagio-Como con chilometri e dislivello non è mai banale, e ne apprezziamo la mancanza assoluta di traffico nell’ora di pranzo.

Distanza 86.3 km
Livello di difficoltà 7/10
Bellezza dei paesaggi 7/10
Divertimento in discea 9/10
Dislivello 1.800 m
Quota massima 1.128 m slm
Tempo percorrenza 4 ore circa
Salite da percorrere 2
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Posted by Gio

Terzino sinistro per indole, ciclista per esigenze di salute, comincia a pedalare dopo aver sfondato la soglia dei 100 kg. Si appassiona alla bici e tenta di dimagrire per andare meno piano in salita. Ossessionato dalla tecnologia scopre Strava, dal quale sta tentando di disintossicarsi. Pedala sua una BMC RoadMachine con Campy Record EPS Disc e Bora.

One Comment

  1. Insomma … tanto pedalabile non direi.
    Dopotutto sale sempre oltre il 6 % ed ha lunghi tratti oltre l’8 % anche prima del Pian del Tivano.

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