La mia teoria personale è che allenandosi specificamente tutto si può migliorare (non solo per quanto riguarda lo sport, anche, ad esempio, in ufficio) e che, viceversa, ogni obiettivo ha bisogno di un allenamento specifico.
Nel ciclismo, in particolare, per superare indenni i muri da Fiandre bisogna allenarsi specificamente sugli strappi, come già dicevamo qui, per le salite lunghe non c’è che farne, per andare forte in pianura bisogna spingere sui piani e per fare, senza che diventi una sofferenza, una manifestazione di 312 km come la Mallorca 312 bisogna imparare a gestire la distanza sotto ogni aspetto; cioè imparare a dosare lo sforzo, a pedalare ad un ritmo che è necessariamente diverso da quello che si terrebbe per uscite di 100 km, ad alimentarsi correttamente (il che significa allenare lo stomaco a digerire una colazione sostanziosa all’alba, abituare la bocca a mandar giù barrette e gel dolciastri), a sopportare i dolori da posizione in sella (schiena, collo, soprassella) e, non ultimo, allenare la testa a sopportare psicologicamente uno sforzo sostanzialmente ininterrotto di almeno 11-12 ore … insomma, per manifestazioni simili la gamba è l’ultimo problema secondo me.
Per la mia prova generale in vista della Mallorca 312 ho ovviamente scelto un percorso mai fatto, sia per il piacere della scoperta di posti nuovi, sia per non essere influenzato da precedenti passaggi sui vari tratti del percorso: il giro del Lago Maggiore; con l’aggiunta della salita a Piancavallo via Premeno (22,9 km, disl. 1074 mt., 5 % pendenza media, massime attorno al 13 %) e della Val Cannobina (19,8 km, disl. 743 mt., pendenza media 3,5 % e massima attorno al 10 %), in tutto 228 km, con tanta pianura e tanta salita pedalabile (circa mt. 3.000 di dislivello positivo)
Il test è ovviamente cominciato dal risveglio; sveglia e colazione all’alba, con 150 g. di pasta di farina di cereali, un Enervit Pre e un bicchiere con 2 misurini di Carboflow; mezz’ora prima della partenza, secondo Enervist Pre.
Alle 8, caffè e partenza da Sesto Calende con i soliti 3 amici.
Primi chilometri noiosi, ma da Arona il divertimento comincia; la strada corre a filo del lago, esposta al sole, con poco traffico, buon asfalto e bellissime viste sulle Isole Borromee … come riscaldamento decisamente ottimo.
Arrivati a Verbania (km 45), prima barretta (Enervit Power gusto cookie cream) e prima salita.
Da Intra allo scollinamento, poco dopo l’Ospedale di Piancavallo, sono 22.9 km, divisi in due parti.
Nella prima parte, fino a Pian di Sole (13,4 km al 5 % medio), si sale a gradini, comunque con pendenze mai proibitive (superare l’8 % è proprio raro) dove si può pedalare agevolmente attorno alle 70-75 pedalate al minuto per salvare la gamba, con ampi panorami su Intra ed il lago, in cui per la verità la presenza della città è un po’ troppo ingombrante perchè la vista sia effettivamente bella.
Arrivati al Pian di Sole, si cambia versante della montagna e si scende per un paio di chilometri in un bosco incontaminato, con paesaggi da quote superiori ai 1.000 mt. slm.
Finita la discesa, cominciano gli ultimi 4,5 chilometri decisamente duri (pendenza media dell’8 %, con 3 km sempre sopra il 10%), prima sempre in un bel bosco senza ombra di case o macchine, poi – tornati sul versante a lago – con un panorama meraviglioso sulla parte sud del Lago Maggiore.
Arrivati a Piancavallo, restano gli ultimi 500 mt. per scollinare, mangiare la seconda barretta (una Named alla Banana, per cambiare gusto nella speranza di evitare la nausea da barretta) e cominciare una discesa bellissima e panoramicissima; peccato che la strada sia anche tortuosissima e cripidissima , salvo un odioso controstrappo oltre il 10 %, per cui c’è poco da distrarsi per guardarsi in giro.
Chi ha le ruote full carbon deve anche far attenzione a non surriscaldare troppo i cerchi per evitare guai seri.
Tornati sul lago, si impone la prima scelta: pausa ristoro a Cannero Riviera o Cannobio ?
Entrambi sono carinissimi, per cui come scegli ci azzecchi; noi abbiamo scelto Cannobio, senza rimpianti, anche se forse la sosta a Cannero Riviera sarebbe stata strategicamente più intelligente, perchè avrebbe lasciato 4-5 km per ri-riscaldarci dopo il “pranzo” prima dell’inizio della salita della Val Cannobina.
In ogni caso, pane e salame in riva al lago, per mandare giù qualcosa di salato, la solita barretta per dessert (questa volta gusto cacao) e via per la seconda salita: la Val Cannobina, che in realtà è un lunghissimo falsopiano (19,8 km) con tre strappi duri: uno di 7-800 mt. dopo un paio di chilometri, uno di circa 2 km a metà e lo strappo finale dopo Finero per arrivare allo scolinamento (il Passo Marco Pantani, ad memoriam).
Come sempre, la pendenza media bassa è una lama a doppio taglio; non mette in difficoltà, ma alla distanza si sente e rischia di logorare i muscoli, soprattutto se non si fa troppa attenzione alla cadenza (in questo caso, il rischio è di bruciare le gambe pedalando troppo agili).
La strada, intanto, risale una stretta valle, chiusa, ma molto selvaggia, con pochissimo traffico e qualche paesino arroccato qui e la..
Al GPM, altro spuntino, nuovamente a base di barrette e gel, e poi inizia la discesa delle Centovalli, una gimkana di una trentina di chilometri in discesa al 4-5 %, dove si danza tra una curva veloce e l’altra senza quasi toccare freno fino a Locarno, e che è la parte più divertente del giro.
L’attraversamento di Locarno, purtroppo non è il massimo.
Esclusa ovviamente la galleria (peraltro vietata alle bici), o si fa la strada normale che sale in collina o la ciclabile lungo il lago, a passo d’uomo per il “traffico” di turisti, mamme, carrozzine, runners etc., che ha un bel panorama ed è l’ideale per prendere un altro gel.
Usciti dalla ciclabile, rimangono gli “ultimi” 80 km di pianura lungo la sponda est; o meglio 40 km fino a Luino, pausa gelato e via con gli ultimi 40 km, più che altro per la forza di nervi, anche se oggettivamente, con il senno di poi, mi rendo conto che fino a Laveno la strada, sempre a filo del lago, in lunghi tratti era molto bella.
A dimostrazione dell’importanza dell’allenamento specifico sulla distanza, facendo particolare attenzione al cibo e facendo due soste (la prima per il panino, la seconda per il gelato), le gambe giravano bene fino alla fine (merito anche del Carboflow, come già scritto qui ?); man mano che si allungava la distanza (ed aumentavano i dolori di posizione), la testa invece ha iniziato a dare segnali sempre più negativi che si sono trasformati in un conto alla rovescia metro per metro.
A Mallorca, non dovrebbe essere un problema passare dai 230 ai 312 (spero che anche in questo caso valga la regola secondo cui in gara si fa almeno il 30 % in più, come velocità e/o distanza e dislivello); in ogni caso, ora sono necessarie due settimane di riposo per recuperare ed arrivare in forma a Mallorca.
Quanto all’itinerario, è sicuramente consigliato per un allenamento sulla distanza, soprattutto in primavera, sia per le caratteristiche tecniche, sia per le bellezze del paesaggio e la mancanza di traffico.
Dovessi rifarlo, cambierei però il punto di partenza per evitare di finire l’ultima salita a circa metà percorso e trovarsi con 80 km di pianura finale, che psicologicamente sono piuttosto pesanti, soprattutto dopo che – finite le salite – ci si sente psicologicamente arrivati; probabilmente, la cosa migliore sarebbe partire da Laveno o Luino.
Alimentazione:
Colazione con piattone di pasta di farina di creali (mais, quinoa e altro), una bustina di Enervit Pre ed un bicchiere d’acqua con due misurini di Carboflow; altro Enervit Pre mezz’ora prima dell’inizio della pedalata.
Durante la pedalata 3 barette (tutte di marche e gusti diversi tra loro, nella speranza che cambiando gusti non mi venisse il senso di rifiuto) e 3 gel .
Panino con pausa turistica sul lungo lago di Cannobio, tra la prima e la seconda salita (in alternativa, sarebbe stata ottima anche a Cannero Riviera, altrettanto bella) e gelato a Luino.
Mal di schiena … inevitabile; mal di culo … idem.
Scheda itinerario:
km 228
dislivello 2.950
km salita circa 45
Tempo netto impiegato 8 h 45′
Tempo complessivo impiegato 10 h






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