Una cosa che mi ha sempre stupito è sentire ciclisti ben allenati descrivere i “muri” come sofferenze sovrumane; anche alla Strade Bianche, dopo una giornata nel fango e sotto la pioggia, l’argomento principale era la sofferenza sui vari strappi.

Il 15% è il 15%, su questo non si discute, ma come ciclisti che scalano lo Stelvio senza colpo ferire possano considerare una sofferenza strappi di meno di 1 km al 15% – parliamo quindi di uno sforzo di 4/5 minuti al massimo – non l’ho mai capito.

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Il Muro per eccellenza .. quello di Sormano. Per lui non vale niente di tutto quello scritto qui, è proprio una sofferenza per loro, figurarsi per noi ciclisti della domenica.

Ma forse han ragione loro; la verità è che anche nel ciclismo ogni tipo di esercizio ha bisogno di un allenamento specifico… per andare forte in pianura bisogna allenarsi a spingere il rapporto, per migliorare in salita bisogna allenarsi in salita, per vincere le volate (non dichiarate, ovviamente!) con gli amici bisogna allenarsi a scattare, per sopravvivere agli strappi al 15% bisogna allenarsi specificamente sugli strappi.

Io per esempio, pur avendo il fisico del passista, sono una pippa in volata, ma dopo aver preso l’abitudine di concludere un giro ogni tanto facendo la Via Pagani (strappo di 400 mt. al 15% medio che collega direttamente Via Rienza a Garzola) ho allenato il muscolo a lavorare a cadenze bassissime, il cuore allo sforzo intenso e la testa alla sensazione di fatica pur procedendo a velocità da formichina.

Fatta una, due, tre, quattro volte, simili pendenze non mi creano nessun problema (Mortirolo escluso, ovviamente).

Chi abita a Como può provare con la Via Pagani oppure facendo altri strappi simili in zona (ad esempio la salita a Perlasca di Torno, la direttissima Mendrisio – Salorino o quella Cerano d’Intelvi – Veglio, la salita alla Fagurida da Cadenabbia, il collegamento tra i due versanti della Valle di Muggio, la salita a Gentrino) o la Val Mara.

Ci sarebbe poi il mitico Muro di Sormano, ma quella è un’altra storia…

Garantisco che funziona… alla Strade Bianche, dopo 3 ore di pioggia, l’ultima cosa che mi è venuta in mente era la pendenza degli strappi!

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota (salvo che si tratti di girare a 40 km/h sul circuito di Monza). Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

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