70 anni dopo De Sica, diventano sempre più frequenti le notizie di furti di biciclette da corsa.
In principio furono le “retate” prima delle Gran Fondo, poi i furti ai negozi o ai magazzini delle squadre professionistiche, poi i furti nei garage o nella abitazioni dei ciclisti, localizzati anche grazie a Strava e Runtastic, poi i furti delle bici lasciate fuori dal bar durante la pausa caffè.
Ora siamo arrivati agli assalti ai ciclisti lungo le strade più isolate; il ciclista viene seguito in auto, giunti in un posto isolato i predoni gli sbarrano la strada, lo fermano, lo circondano e si fanno dare la bici (con telefono e soldi) con le buone o con le cattive.
Notizie simili sono arrivate prima dall’Inghilterra, poi dal Friuli e dal Veneto (Colli Euganei e Vicentino in particolare) ed ora anche dalla Lombardia, purtroppo; un paio di assalti sono stati registrati lungo la salita di Ardena, sul lago di Lugano, classica meta di ciclisti comaschi e varesini.
In quest’ultimo caso pare che gli assalitori siano saltati fuori dal bosco: uno è scappato in discesa con la bici, l’altro è scappato a piedi nel bosco (tanto, con le scarpe da bici, chi vuoi che ti corra dietro ?); più o meno contemporaneamente, è giunta voce di un furto di una bici in “pausa caffè” a Cagno, sempre tra Varese e Como.
D’altra parte, rubare una bici in carbonio è molto più facile e redditizio che svaligiare un appartamento, non ci voleva poi tanto per capire che è un affare anche senza essere fans di Vittorio De Sica.
Come difendersi ?
In caso di assalto, considerato il “livello” di certe bande di criminali dell’est Europa c’è ben poco da fare.
L’unica possibilità è prevenirli, nei limiti del possibile, girando in gruppetti e non dando informazioni preziose ai ladri tramite Strava e altri sociale che tutti conosciamo.
Secondo la polizia inglese sembra infatti che sempre più spesso i ladri usano Strava e gli social che tracciano orari e percorsi degli allenamenti per individuare bici costose e soprattutto la residenza e le abitudini del suo proprietario.
La polizia britannica consiglia di modificare le proprie impostazioni di privacy e/o di iniziare e terminare la registrazione delle pedalate a qualche centinaio di metri da casa.
Consigli che vale la pena seguire.
Io aggiungerei anche di filtrare le “amicizie” in modo da evitare che sconosciuti ci possano seguire e non dare informazioni precise sulla propria bici (chi ha una Colnago C60 eviti di scriverlo su Strava o quantomeno le dia un soprannome).
Nel mio caso, il primo passo è stato togliere l’amicizia ad uno sconcosciuto follower mio e di altri 2.000 ciclisti … sarà senz’altro una brava persona, ma non corriamo rischi !



[…] € 250.000 e prevede un’indennità sia per le spese mediche sia per l’eventuale furto della bici (ma solo per bici di max 36 mesi rubate da casa o dal box), il tutto per € 150/anno … […]