Non si tratta del Mortirolo, né dello Stelvio ma di una salita che ho trovato ottima per fare la gamba e per i suoi cambiamenti di ritmo. Infatti lungo i 9 km di strada, da Torno al parcheggio finale di Palanzo, si passa da tratti con pendenza al 10% a tratti dove si può scaricare un po’ la gamba grazie a un falsopiano che si deve affrontare subito dopo il paesino di Lemna.
La strada in questo tratto di lago, riserva scorci di un panorama che solo il Lario è in grado di regalare: borghi antichi che si susseguono, la vista sullo specchio d’acqua che da Faggeto si estende fino ad Argegno, boschi verdi e rigogliosi che in estate regalano una temperatura mite, ma che in autunno e in inverno rendono l’aria frizzante se non gelida.
La salita inizia subito dopo la piazza di Torno, dove con una buona pendenza e dopo un paio di chilometri si raggiunge il bivio che porta a Palanzo, appunto. Girato a destra, subito dopo un brevissimo tratto di discesa, si inizia a salire con un buon ritmo verso Molina, il primo dei paesini da attraversare. Si entra a Lemna pensando di essere arrivati, perché la sensazione è quella che la strada finisca proprio qui, ma fatte due curve la vista si apre di nuovo sull’arrivo e sul paese di Palanzo che si raggiunge dopo un tratto di pianura e un veloce sprint finale dove poter dare tutto o ancora meglio godendosi il panorama.
Il rientro deve essere fatto dal percorso con cui si è arrivati, perché la strada finisce proprio qui. Questo garantisce che la strada sia sempre poco frequentata, se non da qualche autubus di linea e dai pochi abitanti che ancora vivono da quelle parti.
Qui il tracciato GPS partendo da Como.



[…] We leave early in the morning, before dawn. We leave the gorgeous sleeping villa behind us and I realize the big moment has arrived, but so has the rain! I never rode in such wet weather, except for a sudden shower while descending from Palanzo. […]