Non ricordo esattamente come io abbia scoperto il marchio Isadore Apparel, probabilmente leggendo qualche rivista inglese o cercando su facebook marchi alternativi da recensire diversi dai soliti noti; il primo impatto mi aveva fatto pensare all’ennesima stucchevole copia di Rapha, che ormai vanta più tentativi di clonazione della Coca Cola, ma leggendone la storia mi sono subito reso conto che dietro questo marchio c’è la sostanza delle sue origini slovacche e le idee dei fratelli Velits, ciclisti professionisti.
Li contatto e mi risponde, con velocità e gentilezza incredibile Martin, senza specificare se sia un’omonimia o se sia proprio il corridore del team Etixx-Quick Step, al quale chiedo di inviarci gli articoli che meglio rappresentano il loro marchio, e 2 giorni prima della Randolario ricevo una maglietta a maniche lunghe, i pantaloncini ThermoRoubaix che già dal nome evocano grandi ricordi, l’intimo in lana merino, le calze e il cappellino.
Prima di tutto il giudizio estetico: la maglia con le toppe sui gomiti è veramente bella, ed il colore aiuta a dare quella sensazione di vintage senza forzature che mi piace da morire.
La tentazione di provare subito il nuovo abbigliamento nei 190 km che mi aspettano la domenica è grande, per contro il meteo dà temperature oscillanti e razionalmente sarebbe più sensato coprirsi con la collaudatissima Gabba della Castelli. Ovviamente non resisto alla tentazione e mi presento alla partenza con i regali appena trovati sotto l’albero, tutelandomi con dei gambali corti SIX2 e uno smanicato per togliermi dal petto l’aria che la maglietta a maniche lunghe in lana merino immagino possa lasciar passare. Dopo pochi chilometri mi accorgo che lo smanicato rovina tutti i benefici traspiranti della lana, non lasciando passare il sudore e facendomi bagnare, senza non sentirò l’esigenza di coprirmi.
L’avere a contatto la lana merino è una sensazione che si apprezza sempre di più col passare delle ore in sella, non generando quella sensazione di insofferenza che nei lunghi percorsi i materiali sintetici scatenano: la sensazione di tepore è accompagnata dal tocco morbido che solo i tessuti naturali sanno dare, e non c’è traccia di quel pizzicorio che la lana si teme possa dare a contatto della pelle.
I pantaloncini non sono da meno, con un fondello il cui confort non ha niente da invidiare ai più quotati e costosi Assos, riferimento assoluto per le ore in sella, e anche le 7 ore di questo primo test volano via senza insofferenze.
Il giudizio finale è assolutamente entusiasta, il rapporto qualità prezzo, seppur per dei prodotti in assoluto di fascia alta è ottimo: per chiudere il cerchio proveremo le caratteristiche della lana merino declinate sull’abbigliamento estivo, con temperature oltre i 30 gradi.
Per il momento non possiamo che fare i complimenti ai fratelli Velits e alla Isadore Apparel: bravi!
Sul sito isadoreapparel, tra l’altro uno dei più belli del settore, potete trovare la collezione completa (in uscita ad aprile la nuova linea estiva), ed un blog con foto molto belle grazie al quale scopro che il look book del 2016 è stato scattato proprio in Italia, sulle pendici dell’Etna. Era destino che ci imbattessimo in un marchio con una vocazione italiana.





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