D’inverno la bici non è necessariamente freddo e sofferenza in attesa di tempi migliori.
Basta andare in Liguria per trovare una decina di gradi in più che a nord dell’appennino (Alessandria 3 °C, Voltri 13 °C), dei colori che in Lombardia ci sogniamo fino ad aprile, una strada lunga 200 km a bordo mare dove ogni 5 minuti passano treni di ciclisti che ti portano a spasso a 35 km/h dando solo un filo di gas, poco traffico (d’inverno anche sull’Aurelia) e tantissime valli con strade selvagge da cui si può salire e scendere senza morire di freddo anche a gennaio, a condizione che non si scavalli nei versanti nord.
Ad esempio, il Colle del Melogno, da Borgio Verezzi.
Circa 18 km di salita, una prima parte a picco sul mare tra bellissimi borghi antichi (quello di Verezzi in particolare), poi sempre più interna pur restando panoramica sul mare e l’Appennino; pendenze mai impossibili, ma salita vera (dislivello oltre i 1.000 mt, gli ultimi 6 km tra il 7 ed il 9 %).
Oggi era innevato nel versante nord, 9 °C in quello sud … una bellissima salita a quote (mt. 1.050 circa slm), che in Lombardia sarebbero proibitive in questa stagione.
Ma, sinceramente, il piacere maggiore è stata la “passeggiata” lungo mare sull’Aurelia con 18 °C.
C’è solo da chiedersi perchè non ci si pensi più spesso; e perchè Paolo Conte, che pure è un grande appassionato di ciclismo, non abbia scritto semplicemente che Genova per noi è un paradiso.


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