Ladies and Gentlemen,

vi presento il primo aggeggio per ciclisti che ha mandato in visibilio mia moglie: il COMPEX Sp. 8.0, un’elettrostimolatore con varie funzioni, tra cui rieducazione, potenziamento, riscaldamento pre gara, recupero post gara, capillarizzazione e dulcis in fundo – e qui casca la moglie – massaggio rigenerante; presa dall’entusiasmo la sventurata non si è però resa conto che, come tutti gli elettrostimolatori, gli impulsi trasmessi sono molto più simili ad una serie di piccoli pizzicotti, più o meno frequenti e più o meno intensi a seconda del programma scelto; niente di insopportabile, dopo 5 minuti ci si abitua, ma certamente la sensazione è molto lontana da quella di un massaggio thai su una spiaggia tropicale.

Ma neppure così fastidiosa da rovinare il piacere di una classica del nord o di una tappa del Giro mentre si fa un trattamento comodi comodi sul divano; ma … funziona?

Sulle funzioni recupero post gara e capillarizzazione (funzione generica che favorisce la circolazione del sangue nel muscolo e quindi ne migliora l’efficienza) non ho nessun dubbio … funziona eccome.

Basta fare quattro passi di numero a metà seduta, dopo aver finito il ciclo sulla prima gamba (gli elettrodi sono 4, si fa una gamba per volta), e sembra di essere zoppi, una gamba perfettamente rilassata e l’altra che sembra di legno a dimostrazione della differenza tra il prima e il dopo; ovviamente, dopo una pedalata impegnativa non si ritrova immediatamente la forza, ma solo l’elasticità del muscolo (praticamente passa la sensazione di avere le gambe di marmo), che vuol comunque dire avere sensazioni migliori, pedalare meglio se si esce anche il giorno dopo, allenarsi quindi meglio anche il giorno dopo e, in sostanza, creare un circolo virtuoso che giova all’allenamento e al divertimento in bici (e non è poco).

Per il programma di potenziamento il discorso è completamente diverso.

Per noi cicloamatori, il cui allenamento dipende da mille fattori tra i quali dobbiamo barcamenarci (l’uscita del sabato saltata per la comunione del cuginetto, quella saltata per la pioggia, l’abbuffata o il bicchierino di troppo del venerdì sera, la settimana particolarmente pesante sul lavoro oppure, al contrario, l’inverno caldo e asciutto in cui si riesce a pedalare di più e meglio, una settimana non snervante in ufficio etc.), è difficile capire quale sia il beneficio portato da una cosa e quale dall’altra; personalmente saprei quantificare alla perfezione la perdita di watt causata da ogni casino in ufficio, ma non il beneficio dato dal Compex.

Come sensazione, posso dire che si, serve, forse ti da un po’ di potenza ed esplosività in più di quella che ti può dare il solo allenamento in bici, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Il punto, in ogni caso, per me (e per chiunque altro viva la bici come me) è un’altro: banalizzando molto, il Compex manda ai muscoli gli stessi impulsi che manda il cervello, ma con una frequenza infinitamente superiore (se pedalando siamo attorno alle 100 pedalate al minuto, gli impulsi del Compex sono circa 1.000/minuto) e con un’intensità tanto più utile tanto più è alta (e tanto più è dolorosa tanto più è alta, roba che già al 7% dell’intensità sono urla di dolore sulla poltrona); ergo, anche se siamo seduti sul divano a guardarci una bella tappetta del Giro, il muscolo è sottoposto ad un lavoro notevole; ergo, il giorno dopo una seduta da una decina di minuti le gambe rimangono di marmo, una sensazione che non provavo da quando, ragazzino, ho rubato la bici di mio padre e mi sono fatto il mio primo Stelvio con la sua De Rosa montata con il 39×25 (allora si usava così); ergo, dopo ogni trattamento sono necessari almeno 2-3 giorni di recupero che, per chi come me usa la bici in pausa pranzo più che altro per rilassarsi, significa perdere il piacere delle uscite infrasettimanali.

In conclusione, programma di recupero post gara a parte (ma francamente non spenderei circa 1.200 euro per farmi passare il mal di gambe un giorno prima del normale), secondo me il Compex può fare la differenza per chi ha un approccio più agonistico e cerca di migliorare le sue prestazioni curando ogni piccolo dettaglio, limando qualcosina qui e qualcosina là, soprattutto se fosse usato sotto il controllo di un preparatore professionale che possa suggerire come e quando utilizzarlo.

Al cicloturista non agonista, a prescindere dal fatto che tornando a casa gli piaccia controllare o meno i suoi tempi su Strava, secondo me non serve a molto; potrebbe essere utile per mantenere il tono muscolare d’inverno, quando le giornate corte non consentono le uscite serali e il freddo fa passare la voglia di uscire in pausa pranzo, o a chi per impegni lavorativi non riuscirebbe comunque a uscire in settimana, ma non credo che influisca sensibilmente né sulle sue prestazioni né sul suo piacere di andare in bici.

 

Durata del test: 4 mesi

Posted by Simo

Sono Simone Frassi, comasco, avvocato civilista, viaggiatore (www.2wd.it), delle bici mi piace tutto, l'allenamento duro, le passeggiate senza fretta con gli amici, l'oretta in pausa pranzo, gli assalti ai miei PR su Strava, le chiacchierate in sella, la ricerca di strade nuove, le gare dei pro, le nuove tendenze di stile, le gite in mtb, l'esplorazione delle città in bici; le uniche cose che non sopporto sono l'agonismo di chi alle GF è pronto a tutto per guadagnare la posizione in classifica che gli consentirà di arrivare 3.000mo e (pur rendendomi conto benissimo che non sono fatti miei) la mancanza di ispirazione chi fa sempre lo stesso giro, come un criceto sulla una ruota (salvo che si tratti di girare a 40 km/h sul circuito di Monza). Email: simo@bklk.it Strava: https://www.strava.com/athletes/807017

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