A volte basta proprio poco per fare qualcosa di bello.
In questo caso, una salita panoramica chiusa al traffico (questo non è poco, purtroppo), un bel tramonto, una notte di luna piena, una bella idea lanciata su facebook da uno spanato (definizione sua, io in realtà lo apprezzo molto) e una cinquantina di ciclisti che salgono in silenzio alla luce del crepuscolo prima e delle torce poi.
Il risultato è meraviglioso, completamente diverso dal piacere della salita con la luce del sole.
A me è rimasta in mente l’immagine dei tronchi delle betulle illuminate dalla luce delle torce e la sensazione di abbandono nella natura, che mette anche soggezione, ma sono sicuro che ogni
partecipante avrà un’immagine ricordo diversa.
La differenza rispetto alla pedalata diurna è infatti anche nell’aria fresca e nei profumi della sera, nel silenzio assoluto (quando non ci sono, ti rendi conto che anche gli escursionisti che normalmente salgono a piedi al Cornizzolo rovinano l’atmosfera) e nello spirito da zingarata dei partecipanti.
Tanto è diversa la sensazione che quasi ti dimentichi anche che si sta salendo a pendenze superiori al 15 % !
Insomma, tutto bellissimo, in salita; in discesa, invece, su queste pendenze, un po’ meno.
Tra le picchiate al 15-20 %, il buio, le condizioni dell’asfalto (peraltro miglioratissime rispetto a qualche anno fa) e le canaline di raccolta delle acque che attraversano la strada è consigliabile scendere a passo d’uomo.
Con una mtb (che peraltro da maggior sicurezza e consente anche velocità superiori) o montando dei cerchi in alluminio sulla bici da corsa non dovrebbero esserci grossi problemi; i cerchi in carbonio invece, scendendo con i freni sempre pinzati, si surriscaldano subito e potrebbero fondere la camera d’aria … a me è capitato e vi assicuro che cambiare la camera d’aria da soli di notte in un
bosco buio, tra i latrati dei cani, non è bello.
Quanto alla visibilità, oggi esistono fari da bici che illuminano quasi come quelli di una moto, creando anche bellissimi giochi di luce nel bosco e consentendo di scendere a velocità un minimo sostenute per salvare i cerchi; per arrivare semplicemente a casa, è comunque sufficiente una torcia low cost (primo prezzo della Decathlon, per intenderci), a patto ovviamente che si scenda rigorosamente a passo d’uomo.
Nel complesso, comunque, i piaceri della salita valgono senz’altro i problemi della discesa; alla peggio, si può mediare
rinunciando alla leggerezza della bici da corsa in salita per avere una discesa più comoda con la mtb.
Se si soffrisse a salire su asfalto in mtb, la soluzione ottimale potrebbe essere una bella gita off road in mtb.
Se poi si riuscisse a combinare il tutto con una polenta al rifugio in vetta prima della discesa, sarebbe tutto perfetto !
Stay tuned, con la prossima luna piena la organizziamo senz’altro …








[…] oltre ad una causata dal surriscaldamento del cerchione in una discesa ripidissima e sconnessa in notturna (caso troppo particolare per fare […]