Quando abbiamo lanciato bikelikealaker.com, meno di un anno fa, non avevamo ancora deciso quale direzione dare al blog, quali iniziative avrebbero avuto successo, se sarebbe stato un “prodotto” per i turisti, con itinerari, o un magazine di recensioni e di storie.
Nel presunto modello di business, disegnato al bancone di un bar con le arachidi che stoppano gli effetti di un Gin Tonic a stomaco vuoto, le valutazioni su come questo blog avrebbe non dico generato utile, ma perlomeno ripagato i costi di lancio e promozione portavano anche alla realizzazione di una linea di abbigliamento, assolutamente Made in Italy, decisamente identificabile con il lago di Como e con la sua iconografia, giusto per andare in scia all’effetto Clooney.
Scoprire, per caso, che una linea di abbigliamento dedicata al nostro lago, e che per di più l’aveva realizzata un amico, è stata una sorpresa piacevole, il cui passo immediatamente successivo è stato quello di contattare Matteo e Giovanni per provare i loro prodotti, sentire che effetto fa pedalare con addosso il lago di Como.
La linea Breva Cycling è prima di tutto del genere “stiloso”, ricorda per quanto riguarda il sito internet Isadore Apparel, è diversa da tutti gli altri nella scelta delle stampe, che derivano da un mondo che non è quello dello sport.

La prima volta che ho visto le foto delle magliette, ho pensato subito che fosse una scelta coraggiosa ma anche azzardata, destinata a piacere a pochi, escludendo tutto quel pubblico che preferisce più sobrietà. Nonostante a me piaccia osare un attimo, sfidando la forma che la mia pancia possa dare a disegni più adatti al sixpack, in un primo momento non sono stato propriamente rapito dalle 3 magliette che hanno disegnato per il loro primo anno di collezione.
Appena però ci hanno portato i nostri kit, personalizzati con il logo bikelikealaker, ho subito capito che il prodotto che avevamo davanti era di un altro livello. Per innamorarmi della maglietta mi è bastato indossarla: una volta addosso diventa bellissima, e il materiale percepito è hors categorie.

Ci hanno spiegato, ma non vorrei addentrarmi in aspetti tecnici che non mi competono, che non hanno licra al loro interno, il che aiuta l’effetto seconda pelle, fa puzzare di meno quando si suda, e la morbidezza percepita è qualcosa che non siamo riusciti a ritrovare in nessun altro prodotto di fascia e fama superiore.

La manica un pochino più lunga come va di moda adesso, la tasca dietro con la zip, la cerniera davanti con l’asola per prenderla facilmente fanno il resto, rendendo il prodotto una chicca che spero e credo abbia le carte in regola per sfondare. Lo dico senza remore, la maglietta è, senza nessun dubbio, la numero uno del mio sterminato guardaroba ciclistico, preferita non solo per questioni di cuore.
Il pantaloncino, pur di livello assoluto, soffre ancora di qualche difetto di gioventù; il tessuto, figlio di quello della maglietta, è morbidissimo e veste bene, pur non riuscendo ad essere sempre ben tirato sulla gamba. Il fondello è nella gamma dei top, pur non raggiungendo le vette degli assos e rimanendo sotto sia a Rapha che a Isadore Appareal, ma è nel taglio il vero difetto, anche questo figlio di una scelta coraggiosa: sono troppo corti, lasciando l’ elastico in una posizione fastidiosa rispetto al movimento del muscolo in tensione. Lasciando molta gamba scoperta inoltre, sotto i 20 gradi, da una strana sensazione di avere parte del muscolo caldo e parte freddo. In realtà questa scelta può pagare nelle giornate molto calde, o per gli amanti del panta stile California anni ’80. A me, che pure non amo l’elastico sopra il ginocchio come gli Isadore e i POC, ma che arrivo a ritenere anche i Rapha troppo corti, non piace.

Il suggerimento è presto detto: tappatevi il naso e copiate la perfezione dei bibshort assos, inappuntabili anche per quanto riguarda la lunghezza.
In conclusione, sposate invece il progetto www.brevacycling.it, del quale aspettiamo con molta curiosità la linea donna è una variante monocromatica dei loro kit.
Complimenti a Matteo e Giovanni, bravi e coraggiosi.
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Aggiornamento su quanto scritto sopra, durante il volo di andata per la RideLondon.
Ho usato il kit completo per le 5 ore e virgola delle 100 miglia inglesi, e devo dire anche anche il pantaloncino è stato molto confortevole. Probabilmente i 3/4 lavaggi che nel frattempo hanno subito hanno mollato l’elastico che prima sentivo a mezza coscia, è tutto il tessuto in generale si è lasciato andare il minimo sindacale da annullare il “gap” di lunghezza.
Coincidenza vuole che l’ultimo numero di Cyclist UK, appena comprato in aeroporto, apre un lungo dibattito sulla lunghezza dei bibshorts, descrivendo come tutta italiana la consuetudine di andare nella direzione degli hotpants.
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Altro aggiornamento, appena letto su Facebook, a Como trovate i prodotti da www.runandbike.it




D’accordissimo sulla maglietta, davvero un paicere averla su.
A me piacciono molto anche in pantaloncini; sono corti, ma non da fastidio quantomeno d’este, il tessuto è morbidissimo e il fondello molto sopra la media (non a livello Assos, ma superiore al 90 % degli altri che ho provato).
L’unico limite delal linea Breva secondo me è il design … troppo particolare, può piacere o non piacere, ma copn disegni così particolari ti precludi in partenza una grossissima fetta di mercato.