Esci dalle mure di Como, passi sotto Porta Torre, pedali pochi metri sulla tangenziale ed imbocchi la Napoleona. Pochi metri dopo aver percorso le 2 strade più trafficate di Como di dimentichi completamente di essere a 2 minuti dalla città, immerso nella Spina Verde e nel silenzio dei suoi boschi.
Raggiungere la Spina Verde è molto semplice: ai piedi della Napoleona, si gira a destra e si imbocca la Napoleona vecchia, si passa sotto un ponticello e dopo pochi metri si gira a destra direzione Castel Baradello; poco dopo finisce l’asfalto e, dalla sbarra, in 1 chilometro, si raggiunge la Baita Baradello, sapientemente gestita dall’ormai mitologico oste Nazza, un incrocio tra Sandokan e Vasco Rossi. Fermatevi eventualmente al ritorno, con lui non riuscireste a scappare ad almeno un giro di Sambuca: al tornante subito sotto girate quindi a sinistra, superando un cancello fatto per non far passare le moto. I successivi 2/300 metri, non ripidi ma a gradini sono percorribili da chiunque guidi una MTB un pò meglio di me, che mi accontento di salvaguardare la mia virilità e porto la bici a spinta. Da li in poi si comincia a pedalare, con un tiro sul ciottolato a circa il 25%, per poi entrare nei boschi.
Il contesto è lontano da qualsiasi contesto cittadino e si può pedalare a lungo, raggiungendo Pianvalle e quindi il Monte croce, tra single trail e strade più larghe nelle quali chiacchierare senza alcuna difficoltà. Andando oltre il Monte Croce si arriva a San Fermo; a quel punto si gira a destra per tornare verso Como, ma prima delle gallerie, a sinistra, si imbocca la strada verso Pin Umbrella e si rimettono le ruote sullo sterrato. Giunti in vetta, volendo, si può scendere verso la pista da Downhill, sulla quale con la mia bici front non ho pensato nemmeno per un secondo di mettere le ruote. Perdendomi nei boschi, tra l’altro innevati, alla fine ho messo insieme poco meno di 1.000 metri di dislivello, 24 km e circa 2 ore e 30 di pedalata senza incrociare una macchina. L’itinerario volendo è allungabile quanto si vuole, raggiungendo la Svizzera per poi andare dentro e fuori dai boschi tra Mendrisio e Ronago. Divertente e impegnativo il giusto, un giro perfetto anche per giornate piovose estive.
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